I Heard It’s A Mess There Too: Aesop Rock Torna con un Album Minimalista
Solo cinque mesi dopo l’uscita di “Black Hole Superette”, Aesop Rock ci sorprende ancora una volta con un album completamente inaspettato. “I Heard It’s A Mess There Too”, pubblicato il 29 ottobre 2025 via Rhymesayers Entertainment, rappresenta un cambio di rotta sonoro per l’MC di Long Island: 12 tracce di Hip Hop essenziale che segnano una svolta minimalista nella produzione dell’artista, senza mai abbandonare quella complessità lirica che lo ha reso un’icona della scena underground.
Un Album Nato da Una Frase
Il titolo “I Heard It’s A Mess There Too” è iniziato come un semplice verso, ma ha rapidamente preso il controllo dell’intero progetto. Come ha spiegato lo stesso Aesop Rock, questa frase gli è sembrata familiare fin da subito, come qualcosa che aveva ripetuto mille volte negli ultimi anni mentre si aggiornava con amici sparsi in diverse città del mondo. Quella sensazione di condivisione universale del caos, quel “anche da te è un casino” che accomuna tutti, è diventata il nucleo tematico dell’album.
Il progetto si colloca all’incrocio tra due impulsi personali dell’artista: il bisogno di uscire e documentare ciò che lo circonda, e il desiderio di rimanere connesso, specialmente quando tutto sembra incerto. Non si tratta di un concept album politico, ma di un’osservazione intima delle piccole catastrofi quotidiane che affrontiamo ovunque ci troviamo.
Il Minimalismo Produttivo di Ian Bavitz
La vera sorpresa di “I Heard It’s A Mess There Too” risiede nella sua produzione. Aesop Rock (nome d’arte di Ian Bavitz) ha prodotto autonomamente tutto l’album, ma questa volta ha operato un cambio radicale nel suo approccio. “Ho costruito tracce nello stesso modo per molti anni”, ha dichiarato, “ma qui ho fatto un cambiamento consapevole nel mio processo”.
Il risultato è un sound pulito e spazioso che mette in primo piano le parole. La batteria è asciutta e umana, le linee di basso calde ma contenute. Piccole texture – un singolo swell di synth, un debole ronzio di statica – portano peso emotivo senza sovraccaricare il mix. Niente sovrapposizioni eccessive, niente layer su layer di strumentazione. Solo quello che serve per far partire un’onda e poco più, creando un mood su cui l’artista può muoversi liberamente.
Questo minimalismo rappresenta un contrasto netto con la densità sonora di “Black Hole Superette”, uscito appena cinque mesi prima. Se quell’album era un viaggio cinetico attraverso 18 tracce stratificate, “I Heard It’s A Mess There Too” è un’esperienza più intima e diretta, dove ogni elemento ha il suo spazio per respirare.
La Lirica tra Ansia Globale e Rituali Quotidiani
Liricamente, Aesop Rock mantiene la sua caratteristica densità verbale, ma qui c’è una scioltezza diversa nel modo in cui si muove attraverso le barre. Fa pause, ride, torna indietro su frasi già dette. È conversazionale senza perdere precisione. Il suo approccio rimane erudito e stratificato, ma più accessibile.
L’album affronta l’ansia globale in termini piccoli e locali. Il titolo nasce proprio da quelle conversazioni con amici all’estero, scoprendo che ogni posto ha il suo disastro personale. Non ci sono soluzioni grandiose qui, solo riconoscimento, umorismo nero e piccoli rituali di sopravvivenza. La versione di ottimismo di Aes è pragmatica: annaffia le piante, porta fuori il cane, tocca l’erba, resta connesso dove puoi.
Tracce come “Crystals and Herbs” aprono l’album con immagini viscerali (“Blood in my hair, shit on my shoes, spit on my shirt / Ash in the air, ick on the nose, system alert”) che stabiliscono immediatamente il tono: siamo nel mezzo del caos, ma Aesop Rock lo racconta con il distacco ironico di chi ha accettato la situazione.
Le Tracce Chiave dell’Album
Full House Pinball
Una delle standout track del progetto, “Full House Pinball” porta più energia con percussioni rimbalzanti e groove dinamici. Il testo parla di aria fresca, lunghe passeggiate e il potere dei piccoli rituali per mantenere la sanità mentale quando il caos prende il sopravvento. È forse la traccia più accessibile dell’album, senza perdere la complessità che ci si aspetta da Aesop Rock.
Potato Leek Soup
Il riff di pianoforte di questa traccia crea un’atmosfera quasi ipnotica. Il chorus “I been playing in the streets all day / Meeting with the B-team, being in the way / Ease in, show a couple teeth to the prey / Ease out, peace out, see you in the fray” funziona su più livelli interpretativi, evocando memorie d’infanzia e dinamiche sociali contemporanee in un unico respiro.
Poly Cotton Blend
Mantenendo il tempo alto, questa traccia lavora attorno a un tight drum break e vocal samples tagliati. È uno dei momenti produttivi più affilati di Aes, dimostrando come il suo minimalismo lasci più spazio per il movimento e l’energia.
Call Home
Il brano rallenta il ritmo dell’album, tirando insieme i temi del progetto: distanza, comunicazione e disconnessione. È una canzone sul “fare il check-in” – con gli amici, con il mondo, con se stessi – e realizzare che tutto ovunque sta cadendo a pezzi nel suo modo particolare. Il confine tra riflessione personale e commento sociale si sfuma naturalmente.
Sherbett
La traccia di chiusura conclude il disco con una nota sciolta e meditativa, con synth arieggiati e percussioni attenuate che fluttuano dietro la voce di Aes. Le parole sono astratte, quasi oniriche, terminando il progetto in una sorta di rilascio silenzioso.
Un Anno Prolífico per Aesop Rock
Il 2025 è stato incredibilmente produttivo per Aesop Rock. “Black Hole Superette”, uscito a maggio con 18 tracce e featuring di Lupe Fiasco, Armand Hammer, Open Mike Eagle e Homeboy Sandman, ha ricevuto recensioni entusiastiche ed è stato definito uno dei suoi lavori più ambiziosi. L’album ha raggiunto la posizione 171 della Billboard 200 e ha ottenuto un punteggio di 78 su Metacritic.
Tra i due album completi, Aes ha anche pubblicato “Roadwork Rappin'”, un singolo pensato per un pubblico più giovane, dimostrando la sua volontà di sperimentare non solo sonoramente, ma anche nel modo di comunicare con diverse generazioni di ascoltatori.
Questa prolificità non è casuale. Aesop Rock non fa tour dal 2017 e non rilascia interviste dal 2020. Il suo focus è totalmente dedicato alla creazione musicale, alla scrittura e alla produzione. Questa dedizione totale al craft si sente in ogni traccia che pubblica.
Il Wordsmith che Non Si Ripete Mai
Con oltre tre decenni di carriera, Aesop Rock continua a evolversi senza perdere ciò che lo rende unico. È stato riconosciuto come uno degli MC con il vocabolario più ampio nella storia dell’Hip Hop – studi accademici hanno analizzato la sua densità lessicale paragonandola ai grandi della letteratura.
Ma “I Heard It’s A Mess There Too” dimostra che la grandezza non sta solo nell’usare parole rare. Sta nel trovare il modo giusto di dirle, nel creare spazio attorno ad esse, nel permettere al silenzio di avere il suo peso. È nel capire quando togliere invece di aggiungere.
Questo album non è grandioso o cinematografico, e non deve esserlo. Il suo potere deriva da quanto accuratamente è costruito, da quanto pulito è il bilanciamento tra ritmo e riflessione. È un lavoro di precisione e contenimento, che trova bellezza nella sottrazione.
La Scena Underground Italiana e il Wordplay Erudito
Mentre la scena Hip Hop italiana ha spesso guardato al lirismo complesso di artisti come Rancore o Murubutu per quanto riguarda la densità verbale e i riferimenti colti, Aesop Rock rappresenta un punto di riferimento internazionale per questo approccio alla scrittura. MC italiani che lavorano su flow complessi e costruzioni liriche elaborate trovano in Aes un modello di come la complessità possa coesistere con l’autenticità emotiva.
Il minimalismo produttivo di questo album potrebbe anche offrire spunti interessanti per producer della scena underground italiana, dove spesso la tendenza è verso beat carichi e stratificati. La lezione di “I Heard It’s A Mess There Too” è che a volte meno è davvero più.
Conclusione: La Maturità dell’Underdog
“I Heard It’s A Mess There Too” è un album che richiede ascolti multipli per essere pienamente apprezzato. Non è immediato, non cerca il replay compulsivo attraverso hook orecchiabili. È un lavoro che premia l’attenzione, che rivela nuovi dettagli a ogni passaggio.
Aesop Rock si conferma uno degli artisti più interessanti e imprevedibili dell’Hip Hop underground contemporaneo. La capacità di pubblicare due album completi nello stesso anno, entrambi di alta qualità ma profondamente diversi nell’approccio, dimostra una creatività inesauribile e una volontà costante di spingersi oltre i propri confini.
In un mondo dove il caos è globale ma vissuto localmente, dove ogni città ha il suo disastro personale, Aesop Rock ci ricorda che l’arte può ancora trasformare il rumore in qualcosa che vale la pena riascoltare. Non risolverà i problemi, ma almeno ci darà compagnia mentre attraversiamo il casino. E a volte, questo è più che sufficiente.
Tracklist completa:
- Crystals and Herbs
- The Cut
- Full House Pinball
- Bag Lunch
- Spin To Win
- Opossum
- Oh My Stars
- Potato Leek Soup
- Pay The Man
- Poly Cotton Blend
- Call Home
- Sherbett




