De La Soul – Cabin In The Sky: L’Eredità Continua Tra Dolore e Celebrazione
Il 21 novembre 2025 segna un momento cruciale nella storia del HIP HOP: i De La Soul tornano con Cabin In The Sky, il loro decimo album in studio e il primo progetto dopo la tragica scomparsa di Trugoy the Dove (David Jolicoeur) nel febbraio 2023. Non si tratta solo di un nuovo disco, ma di un atto d’amore, un tributo commovente e una testimonianza della forza di un’eredità che si rifiuta di svanire.
Dopo nove anni dall’ultimo lavoro and the Anonymous Nobody (2016, candidato ai Grammy), Posdnuos e Maseo hanno affrontato la sfida più grande: continuare senza uno dei membri fondatori, rispettando al contempo la sua memoria e il suo impatto indelebile sulla cultura HIP HOP. Il risultato è un album maturo, introspettivo e sorprendentemente vitale.
Un Album Tra Perdita e Luce
“Cabin in the Sky lives in that space between loss and light“, ha dichiarato Posdnuos presentando il progetto. E questa frase racchiude perfettamente l’essenza delle 20 tracce che compongono i 70 minuti dell’album. Non è un disco sul lutto fine a se stesso, ma un’esplorazione emotiva che bilancia vulnerabilità e gioia, introspezione e celebrazione.
L’album si apre con “Cabin Talk”, un’introduzione cinematografica narrata dall’attore Giancarlo Esposito (Breaking Bad, The Mandalorian) che presenta gli ospiti stellari del progetto: da Nas a Black Thought, da Q-Tip a Slick Rick, passando per Killer Mike e Common. È un roll call che fa tremare i polsi, una dichiarazione d’intenti che mette subito in chiaro come questo non sia un addio, ma una continuazione.
La Presenza di Trugoy: Voce dal Passato, Cuore nel Presente

Trugoy the Dove
Uno degli aspetti più toccanti di Cabin In The Sky è la presenza costante di Trugoy the Dove attraverso vocal registrate prima della sua morte. Il primo singolo “The Package”, prodotto da Pete Rock, vede proprio Dave prendere il microfono con la sua caratteristica flow rilassata e cerebrale. Non si tratta di materiale d’archivio buttato lì per riempire spazi: ogni verso di Trugoy è stato selezionato con cura e inserito nel contesto giusto, facendo sì che la sua voce non suoni mai come un fantasma del passato, ma come parte integrante del presente.
Posdnuos ha raccontato: “I remember Dave, when he would hear something, he would, like, see colors“. Questo approccio sinestesico alla musica traspare chiaramente in tracce come “Different World”, dove la vulnerabilità emotiva di Pos raggiunge picchi mai toccati prima, accompagnata dai versi della poetessa Gina Loring.
Un Cast Stellare al Servizio dell’Arte

Nas
La lista dei featuring e dei producer coinvolti legge come un who’s who del HIP HOP d’autore. DJ Premier porta la sua inconfondibile impronta boom-bap, Pete Rock conferma ancora una volta perché sia considerato uno dei più grandi produttori di sempre, mentre Supa Dave West – collaboratore storico del gruppo – garantisce continuità sonora con il passato.
Ogni featuring ha un senso preciso:
- Killer Mike si inserisce perfettamente in “A Quick 16 for Mama”, un omaggio alle figure materne che ha un sapore particolarmente universale
- Black Thought porta la sua proverbiale tecnica da virtuoso, elevando ulteriormente l’asticella lirica
- Q-Tip rappresenta un ponte tra generazioni del HIP HOP alternativo, unendo il suono della Native Tongues a nuove prospettive
- Nas porta la sua leggendaria maestria lirica in “Run It Back”, uno dei singoli più potenti dell’album
- Slick Rick appare come ospite a sorpresa all’interno della serie “Legend Has It…” di Mass Appeal
- Common aggiunge la sua introspettiva profondità filosofica
Adult Hip Hop: Maturità Senza Compromessi
Maseo ha descritto il suono dell’album come “adult HIP HOP“, specificando: “something rooted in the culture but speaking to where we are now“. E questa definizione centra perfettamente il bersaglio. Cabin In The Sky non cerca di inseguire le mode attuali né di riprodurre nostalgie passate. È HIP HOP per chi è cresciuto con il genere, ma che continua a evolversi, interrogarsi, soffrire e gioire.
Le orchestrazioni cinematiche, i segmenti di spoken word, l’uso di poesia e la complessità degli arrangiamenti potrebbero far pensare a un album cerebrale e distante. Invece, tracce come “YUHDONTSTOP”, “Patty Cake” e la title track “Cabin in the Sky” mantengono quello spirito giocoso e quella leggerezza che hanno sempre caratterizzato i De La Soul, anche nei momenti più seri.
Come hanno rappato in “YUHDONTSTOP”: “When it’s Pos and Maseo you see, the magic will always remain three“. Non è negazione del dolore, ma affermazione di un legame che trascende la fisica presenza.
Critiche e Accoglienza
Le recensioni hanno accolto l’album con grande calore, pur evidenziando alcune criticità. La durata di 70 minuti, con 20 tracce, è stata considerata da alcuni eccessiva, specialmente nella prima metà dove la componente cantata è più presente. Altri hanno notato come la seconda parte del disco sia più incisiva e fedele al DNA classico del gruppo.
Tuttavia, la stragrande maggioranza della critica ha riconosciuto in Cabin In The Sky un’opera coraggiosa, onesta e necessaria. NME ha scritto che l’album “exemplify why they’re continually hailed as some of the movement’s most treasured voices”, mentre Rate Your Music lo ha posizionato tra i migliori album HIP HOP del 2025.
Il Contesto: Mass Appeal e “Legend Has It…”
Cabin In The Sky fa parte della serie “Legend Has It…” di Mass Appeal (etichetta co-fondata da Nas), che presenta sette nuovi album di pionieri del HIP HOP newyorkese. Questa collocazione non è casuale: rappresenta un riconoscimento del valore storico dei De La Soul e al contempo un tentativo di posizionare la loro musica nel contesto contemporaneo, lontano dalla pura nostalgia.
Negli ultimi anni, il gruppo ha combattuto battaglie legali per riappropriarsi della propria eredità musicale, ri-rilasciando versioni aggiornate di classici come 3 Feet High and Rising, Buhloone Mindstate e The Grind Date. Questo nuovo capitolo si inserisce in un percorso di riconquista non solo legale, ma anche artistica del proprio spazio nella cultura HIP HOP.
Uno Sguardo al Futuro
Al funerale di Trugoy, la sua famiglia disse a Posdnuos e Maseo: “If y’all stop, Dave stops“. Questa frase pesante come un macigno è diventata anche una benedizione, una spinta a non considerare Cabin In The Sky come un punto d’arrivo ma come un nuovo inizio.
L’album funziona perfettamente come omaggio, celebrazione e terapia collettiva. Ma funziona anche come reset, come riposizionamento per quello che verrà dopo. I De La Soul hanno dimostrato di poter continuare a creare HIP HOP rilevante, maturo e commovente anche come duo, senza mai tradire l’essenza che li ha resi leggendari.
Conclusione: La Magia Resta Tre
Cabin In The Sky è un album necessario. Necessario per Posdnuos e Maseo che hanno trovato nella musica un modo per elaborare il lutto. Necessario per i fan che aspettavano da nove anni nuova musica. E necessario per la cultura HIP HOP, che ha bisogno di esempi di come affrontare la perdita senza perdere se stessi.
Tra jazz soffuso, beat cerebrali, featuring stellari e una vulnerabilità emotiva che raramente si trova nel rap contemporaneo, i De La Soul hanno creato un’opera che è sia intensamente personale che universalmente riconoscibile. La perdita è reale, il dolore è tangibile, ma la luce che filtra attraverso le crepe illumina un percorso che continua.
Come dice il titolo stesso, questa è una “cabina nel cielo” – uno spazio liminale tra terra e cielo, tra passato e futuro, tra ciò che è stato e ciò che può ancora essere. E in questo spazio, la magia dei De La Soul rimane intatta. Sempre tre, per sempre.
Cabin In The Sky è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 21 novembre 2025 via Mass Appeal Records.
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