Dalla lirica al Rap: Jey debutta con l’EP Dies Irae
C’è chi separa i mondi e chi li abita tutti insieme. Jey appartiene alla seconda categoria: soprano diplomata con lode al Conservatorio Rossini di Pesaro, vincitrice del Premio Maria Callas nel 2021, e ora al debutto discografico con un EP che attraversa Rap, Rock, R&B e Reggaeton senza chiedere il permesso a nessuno.
Dies Irae è disponibile dal 22 maggio su tutte le piattaforme digitali, pubblicato da Redgoldgreen Label.
Un disco che nasce da una tensione
Il titolo non è scelto a caso. Dies Irae è la celebre sequenza medievale attribuita a Tommaso da Celano che descrive il Giudizio Universale — quel momento in cui ogni anima viene chiamata a rispondere di sé. Jey prende questa immagine e la riscrive in chiave contemporanea: non un giudizio divino, ma la tensione costante dell’essere umano tra luce e oscurità, fragilità e potenza, introspezione e liberazione.
Il progetto nasce dal rifiuto di una sola identità. Jey chiama il suo linguaggio lyrical rap: un ibrido che mescola canto operistico e colto, Rap, Rock, pop urbano, Trap e contaminazioni Dancehall, tenuto insieme da una voce lirica che funge da filo narrativo trasversale.
Il percorso che ha portato qui
Il nome di battesimo è Jennifer Turri, classe 1998, faentina. Dopo la laurea con lode in Canto Lirico al Conservatorio Rossini di Pesaro, si specializza all’Accademia Lirica di Osimo e calca palcoscenici importanti: il Rossini Opera Festival, il Teatro della Fortuna di Fano, il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Canta nel Coro Cherubini diretto da Riccardo Muti, approfondisce la tecnica con masterclass con José Carreras, e nel 2021 riceve il Premio Maria Callas all’Arena di Verona.
Parallelamente a questo percorso accademico, ha sempre coltivato una passione per il Rap e le sonorità urban e black. Il singolo precedente Echi d’ombra — prodotto da Dr. Testo su una base Drill — aveva già mostrato il dualismo: Dies Irae lo porta a sistema.
Cosa contiene l’EP
Cinque tracce, cinque capitoli di un racconto emotivo. Le produzioni sono firmate da Dr. Testo, Red Mars e Simon Bayle, ciascuno con una sensibilità diversa: urban oscuro, impatto cinematico, energia contemporanea.
Echi d’ombra e Fili di lacrime rappresentano il crossover più esplicito tra lirica e Rap; Basta Amore sposta il registro verso un pop rock diretto e liberatorio; Diavolo lavora sull’intersezione tra Rap e R&B; Kick ‘n’ Shine chiude con un Reggaeton costruito su un ritornello pop Rap di impatto.
Il filo conduttore non è il genere ma l’emozione: dolore, perdita, catarsi, liberazione. Ogni brano è concepito come un capitolo, con sound design e dinamiche pensate per accompagnare un’evoluzione narrativa precisa.
Perché vale la pena ascoltarlo
Non capita spesso di sentire una voce che ha davvero due storie alle spalle. Jey non usa la lirica come ornamento esotico sopra una base Trap — la usa come linguaggio, con la stessa consapevolezza tecnica che porta sul palco di un teatro d’opera. Il risultato è un disco che rifiuta la comfort zone sia del mondo classico che di quello urban, e si posiziona in uno spazio che ancora non ha un nome definito.
Dies Irae è un debutto vero: non un punto di arrivo, ma una dichiarazione di intenti.
Ascolta Dies Irae di Jey su tutte le piattaforme digitali. Segui l’artista su Instagram per aggiornamenti sulle prossime uscite.
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