Drum and Bass: la velocità che ha contagiato la Musica Elettronica
Tra i 160 e i 180 BPM. Un breakbeat sincopato che corre come un cuore in fibrillazione. Un sub-bass che non si ascolta soltanto, si sente fisicamente, addosso. Il Drum and Bass è nato così, in un angolo di Londra dei primi anni ’90, e da lì non ha mai smesso di mutare. Lo chiamano DnB, D&B, drum’n’bass, talvolta ancora Jungle dai più nostalgici. Goldie lo ha più volte definito il figlio bastardo del rave, e forse non c’è descrizione più accurata: una creatura ibrida nata dall’incrocio tra Reggae giamaicano, Hip Hop americano, Breakbeat hardcore britannico e Techno di Detroit, cresciuta nelle radio pirata e nei rave illegali, e oggi presente in ogni angolo del pianeta dove si balli musica elettronica veloce.

Misanthrop
Questo articolo prova a mettere ordine in trent’anni di evoluzione: dalle radici jungle alle diramazioni più sperimentali del 2025, passando per gli interpreti che hanno scolpito il sound, le etichette che lo hanno protetto e l’influenza che il genere ha esercitato su Dubstep, Grime, Trap e oltre.
Le origini: dal breakbeat hardcore alla jungle

Goldie
Per capire da dove arriva il Drum and Bass bisogna tornare al Breakbeat hardcore dell’UK rave dei primi anni ’90. Quella scena combinava beat sincopati derivati dall’Hip Hop, campionamenti pescati ovunque e tempi sempre più rapidi. Da quel calderone, intorno al 1991-1992, prese forma la Jungle: tracce a 160-180 BPM costruite sul taglio chirurgico di breakbeat funk — su tutti il celebre Amen Break, circa sette secondi di assolo di batteria di Gregory C. Coleman tratti da “Amen, Brother” dei The Winstons del 1969 — e su linee di basso pesantemente influenzate dalla cultura sound system giamaicana.

Reprazent
La Jungle, come spiegano fonti come Red Bull e Wikipedia, era il prodotto sonoro di una Londra multiculturale: Reggae, Dub, Dancehall, Rare Groove, Soul, Hardcore e techno, tutto fuso insieme. Le toaster jamaicane del Caribbean si trasformavano in MC che cavalcavano i breakbeat sulle frequenze pirata di Kool FM, Rinse FM e tante altre. Le serate Rage al Heaven di Londra, con Fabio & Grooverider in console, sono storicamente considerate uno dei laboratori principali del genere.

DJ Zinc
Tra il 1993 e il 1995, alcuni produttori iniziarono a spostarsi dalle sonorità ragga verso un’estetica più strumentale e raffinata. Il termine “Drum and Bass” cominciò a circolare proprio per distinguere queste produzioni dalla jungle più ruvida. Per molti il punto di non ritorno fu l’uscita di “Timeless” di Goldie nel 1995 su FFRR Records, un disco che con tracce come “Inner City Life” e collaborazioni come quella con Diane Charlemagne portò il DnB nelle classifiche, ben oltre i confini dell’underground rave.
Le caratteristiche del sound

Dj Hype
Il DnB ha un’identità riconoscibile costruita su pochi elementi cardine. Il breakbeat sincopato, generalmente attorno ai 170-175 BPM, è la spina dorsale: pattern complessi, spesso ottenuti chopperizzando samples di batteria storici, talvolta affiancati da drum machines per dare punch ai transitori. La linea di basso, quasi sempre sintetica o pesantemente processata, è il secondo pilastro: dai bassi campionati con l’AKAI S950 dei pionieri ai famigerati Reese bass modulati e distorti del Neurofunk contemporaneo, il basso non è mai accompagnamento ma protagonista.

London Elektricity
A questi due elementi si aggiungono atmosfere spesso ispirate a fantascienza, cyberpunk, jazz o soul a seconda del filone, campionamenti vocali, e una struttura pensata per il mix dei DJ con intro, drop e breakdown ben definiti. È una musica concepita per il sound system, dove la fisicità del basso è parte integrante dell’esperienza.
I sottogeneri principali
Il DnB ha frammentato il proprio DNA in numerose diramazioni, ciascuna con la propria estetica e comunità di riferimento. Vale la pena passarle in rassegna, perché capirle aiuta a orientarsi in un genere spesso percepito come monolitico.
Jungle

Bizzy B
Il punto di partenza, e ancora oggi un filone vivissimo. Caratterizzato da chops aggressivi dell’Amen Break, sub di derivazione reggae, samples ragga e atmosfere urbane. Shy FX, DJ Hype, Ray Keith e Andy C sono tra i nomi storici. Etichette di riferimento: Suburban Base, Moving Shadow, V Recordings.
Intelligent Drum and Bass / Atmospheric

LTJ Bukem
Coniato dalla stampa musicale a metà anni ’90 — un’etichetta che lo stesso LTJ Bukem, suo emblema, ha sempre rifiutato proprio perché lasciava intendere che il resto del DnB fosse “non intelligente” — questo filone privilegia atmosfere, tessiture jazzistiche e ambient. Good Looking Records, fondata da Bukem nel 1991, è la casa madre. Tracce come “Demon’s Theme” e la serie di compilation Logical Progression definiscono il suono.
Liquid Funk / Liquid DnB

Marcus Intalex
Evoluzione melodica e soulful nata a fine anni ’90 e cresciuta nei 2000. Vocal r’n’b, accordi jazzy, basslines morbide. Calibre, Marcus Intalex, High Contrast, London Elektricity e l’etichetta Hospital Records sono punti di riferimento essenziali. È spesso il porta d’ingresso più accessibile per chi si avvicina al genere.
Techstep

Ed Rush & Optical
Filone più dark e sci-fi emerso intorno al 1996-1997. Sonorità industriali, atmosfere distopiche, basslines minimali e pesanti. Ed Rush, Trace, Nico, No U-Turn Records ne furono protagonisti. Influenzato apertamente da techno e industrial.
Neurofunk

Black Sun Empire
Termine coniato dal critico Simon Reynolds nel 1998 nel libro “Energy Flash”. Considerato un’evoluzione del Techstep, secondo le fonti enciclopediche del genere trova primi esempi seminali nel singolo “Funktion” di Ed Rush & Optical su V Recordings e soprattutto nell’album d’esordio “Wormhole”, pubblicato a novembre 1998 sulla loro stessa etichetta Virus Recordings. È il filone più tecnico e cesellato: sound design ossessivo, Reese bass dalla modulazione complessa, batteria iper-precisa. Noisia, Black Sun Empire, Phace, Mefjus, Current Value rappresentano la scuola moderna.
Jump-Up

DJ Hazard
L’anima da pista del genere. Bassline gommose e cartoonesche, drop esagerati, energia immediata. DJ Hazard, DJ Zinc, Macky Gee sono tra i protagonisti. È spesso il filone più amato dal pubblico generalista dei festival, anche se talvolta snobbato dai puristi.
Halftime

Ivy Lab
Variazione relativamente recente: il tempo del DnB resta sui 170 BPM ma il pattern di batteria si appoggia in halftime, creando un ibrido con sensibilità Hip Hop e Trap. Ivy Lab, Alix Perez, Fracture sono nomi centrali, con etichette come 1985 Music a fare da riferimento.
Drumfunk

Alix Perez
Filone ultra-tecnico ossessionato dalla manipolazione del breakbeat. Edits chirurgici, pattern impossibili da suonare con strumenti reali. Paradox, Equinox, Macc sono cult per gli appassionati di percussione complessa.
Sambass

DJ Marky
Filone nato in Brasile dall’incontro tra DnB e percussioni latine. DJ Marky e DJ Patife sono i pionieri di questa diramazione, che dimostra come il genere si sia adattato ai contesti culturali più diversi.
A questi vanno aggiunti filoni minori o ibridi come Crossbreed (DnB e Hardcore), Drill ‘n’ Bass (chops sperimentali alla Aphex Twin e Squarepusher), Darkstep e i recenti incroci con il Dubstep e la Trap.
Gli interpreti che hanno scolpito il genere

Noisia
L’elenco dei pionieri della prima ora è corposo. Goldie rimane l’icona mediatica del DnB, fondatore di Metalheadz nel 1994 insieme a Kemistry & Storm. Roni Size, con il collettivo Reprazent, vinse il Mercury Prize nel 1997 per “New Forms”, un disco che integrava strumentazione live (in particolare il contrabbasso) nel tessuto del DnB. LTJ Bukem ha aperto la strada al filone atmosferico con la sua Good Looking Records.

Photek
Photek (Rupert Parkes) ha portato un’estetica minimale e cinematografica al genere con “Modus Operandi” del 1997, mentre Dillinja ha definito gli standard dei sub-bass più pesanti. 4hero (oggi duo composto da Marc Mac e Dego McFarlane, fondato nel 1989 come quartetto insieme a Gus Lawrence e Ian Bardouille) ha tracciato il ponte tra jungle, broken beat e jazz elettronico. Andy C, oltre alla carriera da DJ tra le più rispettate del pianeta, ha costruito RAM Records come una delle label più influenti.

4hero,
Sul versante più recente, i nomi che hanno definito gli ultimi vent’anni sono altrettanto centrali. Noisia, trio olandese composto da Nik Roos, Martijn van Sonderen e Thijs de Vlieger, ha alzato l’asticella tecnica del Neurofunk fino a livelli prima inimmaginabili, prima di sciogliersi nel 2020 e proseguire con progetti separati. Pendulum, gli australiani capitanati da Rob Swire, hanno portato il DnB nelle arene rock con un approccio crossover. Chase & Status, Sub Focus, DJ Fresh, Netsky e Wilkinson hanno proiettato il genere nelle classifiche pop britanniche. Calibre resta il punto di riferimento del Liquid contemporaneo, mentre Mefjus, Phace, Misanthrop e l’asse austro-tedesco hanno sostenuto l’evoluzione del Neurofunk.

Calibre
Sul fronte delle etichette, oltre a quelle già citate, vanno ricordate Virus Recordings (Ed Rush & Optical), Critical Music (Kasra), Shogun Audio, Spearhead, Vision Recordings (Noisia) ed Exit Records (dBridge).
Il ruolo nella musica elettronica

Chase & Status
Quando si parla di Drum and Bass nel più ampio panorama dell’elettronica, va riconosciuta una verità precisa: il DnB è uno dei rari generi nato in modo autoctono nel Regno Unito, sviluppato senza modelli americani da imitare. La techno arrivava da Detroit, la house da Chicago e New York. La jungle e il Drum and Bass, invece, sono creature britanniche al 100%, nate dall’incrocio tra la cultura afro-caraibica della diaspora londinese e l’energia bianca della scena rave.

DJ Fresh
Per oltre trent’anni il DnB ha mantenuto una propria identità senza cedere alle mode, conservando la velocità di crociera dei 170-180 BPM mentre tutto attorno cambiava. La sua scena ha sviluppato un’infrastruttura indipendente di etichette, club night, radio pirata (poi web radio), festival come Let It Roll in Repubblica Ceca e Rampage in Belgio, e una community internazionale dal Regno Unito all’Australia, dal Sud Africa al Brasile, passando per Repubblica Ceca, Olanda e Nuova Zelanda.
Le influenze su altri generi

Mefjus
L’impatto del DnB sulla musica popolare degli ultimi venticinque anni è più profondo di quanto spesso si racconti. Il Dubstep nato a Croydon nei primi 2000 condivide con il DnB le radici giamaicane del sound system, alcune tecniche di sound design e la centralità del basso, anche se ne dimezza il tempo. Il Grime, esploso a Londra Est attorno al 2002-2003 con Wiley, Dizzee Rascal e altri, prende dalla Jungle l’attitudine MC, le frequenze pirata e parte dell’estetica ritmica.
L’UK Garage della seconda metà dei ’90 è stato per un periodo persino concorrente diretto del DnB, prima che le strade si separassero. La Trap contemporanea, soprattutto nelle sue varianti europee, ha assimilato lo studio del sub-bass e talvolta il pattern halftime tipico delle ultime tendenze DnB. Il Glitch Hop e il Neuro Hop sono diretti figli ibridi del Neurofunk, con cui condividono produttori e tecniche di sound design.

Netsky
Anche al di fuori dell’elettronica, il DnB ha lasciato il segno. Pop e Rock hanno saccheggiato il genere a più riprese: Missy Elliott ha incorporato il sound nell’Hip Hop sperimentale, David Bowie ha collaborato con Goldie sul brano “Truth” del 1998, contenuto nell’album “Saturnz Return”. Più recentemente, il genere è tornato in classifica con singoli come “Hot Right Now” di DJ Fresh featuring Rita Ora, primo numero uno della storia del DnB nella UK Top 40 nel 2012, e con la nuova ondata di artisti pop che integrano breakbeat veloci nelle proprie produzioni.
Una scena viva, in continua mutazione
A distanza di oltre trent’anni, il DnB resta uno dei pochi generi elettronici che non ha mai conosciuto una vera “morte” né una vera “fase nostalgia”. Le sue radio, i suoi club, le sue etichette, i suoi festival continuano a generare nuovi talenti e a riformulare il proprio linguaggio. La scena italiana, pur più piccola di quella britannica, ha avuto e ha figure di rilievo, e merita un articolo a parte.

Dillinja
Per chi voglia avvicinarsi al genere senza farsi sopraffare dalle classificazioni, il consiglio resta lo stesso da trent’anni: scegli un sottogenere coerente con il tuo gusto — Liquid se ami le melodie, Neurofunk se cerchi il sound design estremo, Jungle se vuoi le radici — e segui le label di riferimento. Il resto verrà da sé.
Hai un sottogenere preferito o un artista DnB che meriterebbe un focus dedicato? Diccelo nei commenti.
Più Popolari
Condividi questo articolo, scegli tu dove!
Potrebbe piacerti anche:
Il GRIME ha conquistato le orecchie del mondo con una [...]





