Little Simz e Noname, rinascita del Conscious Rap femminile — copertina Underground Italia

Little Simz, Noname e la rinascita del Conscious Rap

Little Simz, rapper britannica del Conscious Rap londinese

Little Simz

Nel 2013 una ventunenne di Chicago firma una strofa su un mixtape di Chance The Rapper. Nello stesso periodo, dall’altra parte dell’oceano, una diciannovenne di Islington pubblica in autonomia il suo quarto mixtape, dopo aver mosso i primi passi nello studio di un circolo giovanile di quartiere. Dieci anni dopo, Noname e Little Simz sono tra i nomi più citati quando si parla di scrittura nell’Hip Hop contemporaneo, e lo sono senza aver mai inseguito le logiche del mercato. La loro affermazione, insieme a quella di artiste come Rapsody e Jamila Woods, racconta qualcosa di più ampio: un ritorno di centralità del testo, della densità lirica e del pensiero critico dentro un genere che per anni ha premiato soprattutto il singolo virale.

Noname, rapper e poetessa della scena underground di Chicago

Noname

Parlare di “rinascita” del Conscious Rap al femminile non significa dire che queste artiste abbiano inventato qualcosa di nuovo: il Conscious Rap ha una storia lunga, fatta di nomi come Lauryn Hill, Queen Latifah e MC Lyte, che Rapsody ha più volte indicato come riferimenti diretti della propria formazione artistica, mentre Noname — cresciuta più con il blues dei nonni e con la slam poetry che con l’Hip Hop — ha spesso preso le distanze dal paragone con Lauryn Hill. Significa piuttosto osservare come, in un decennio dominato da Trap e sonorità da classifica, un gruppo di MC abbia riportato al centro la scrittura come strumento di analisi sociale, senza perdere ascolti né credibilità.

Little Simz: dalla council estate di Islington al Mercury Prize

Little Simz, rapper britannica del Conscious Rap londinese Little Simz, all’anagrafe Simbiatu Abisola Abiola Ajikawo, nasce a Islington, Londra, il 23 febbraio 1994 da genitori nigeriani di origine Yoruba. Cresce in una council estate del nord della città e muove i primi passi da rapper allo St Mary’s Youth Club, lo stesso circolo giovanile dove registra le sue prime tracce.

Little Simz, rapper britannica del Conscious Rap londinese Il percorso discografico di Simz è interamente indipendente — non ha mai firmato per una major: Blank Canvas (2013) ed E.D.G.E. (2014) escono in autoproduzione, seguiti da A Curious Tale of Trials + Persons (2015) e Stillness in Wonderland (2016). La svolta arriva con Grey Area (2019), che le vale il Ivor Novello Award, e soprattutto con Sometimes I Might Be Introvert (2021), disco prodotto con Inflo che conquista il Mercury Prize e il Brit Award come Best New Artist nel 2022.

Little Simz durante una performance live sul palco Dopo il più cupo No Thank You (dicembre 2022), Simz cambia registro con l’EP Drop 7 (febbraio 2024), realizzato con il producer Jakwob e attraversato da influenze di funk brasiliano e Jersey Club. Nel 2024 arriva anche la collaborazione con i Coldplay nel singolo “We Pray”, mentre il 2025 segna un’ulteriore svolta con l’album Lotus (giugno 2025), il primo senza Inflo alla produzione, guidato invece da Miles Clinton James. Sempre nel 2025 Simz viene scelta come curatrice del festival Meltdown alla Southbank Centre di Londra, ruolo ricoperto in passato da artisti come Patti Smith e Nick Cave.

Ritratto artistico ispirato a Little Simz, scena Hip Hop UK Parallelamente alla musica, Simz ha costruito una carriera da attrice, con ruoli in serie come Top Boy e una partecipazione al film Venom: Let There Be Carnage. Ma è nella scrittura che resta più riconoscibile: versi che alternano introspezione, critica all’industria discografica e riferimenti diretti alla propria identità di donna nera e nigeriana cresciuta a Londra.

Noname: dalla slam poetry di Bronzeville al Book Club

Illustrazione a tema Noname e cultura underground di Chicago Noname, nome d’arte di Fatimah Nyeema Warner, nasce il 18 settembre 1991 nel quartiere di Bronzeville, Chicago, storicamente legato a figure come Louis Armstrong e Gwendolyn Brooks. Prima di rappare, Noname si forma nella scena di slam poetry cittadina, frequentando il programma artistico YOUMedia: un dettaglio che spiega la cadenza quasi recitata, più vicina alla spoken word che al flow tradizionale, che la contraddistingue ancora oggi.

Noname, rapper e poetessa della scena underground di Chicago La sua visibilità cresce nel 2013 grazie a una strofa nel brano “Lost”, contenuto nel mixtape Acid Rap di Chance The Rapper. Nel 2016 pubblica il mixtape d’esordio Telefone, accolto con entusiasmo dalla critica, seguito nel 2018 dall’album Room 25, autofinanziato con i proventi del tour precedente proprio per mantenere il pieno controllo sul proprio lavoro.

Noname, rapper e poetessa della scena underground di Chicago Dopo Room 25, Noname riduce progressivamente l’attività musicale per dedicarsi ad altro: nel 2019 fonda il Noname Book Club, un progetto di educazione politica che seleziona letture di autori radicali e appartenenti a comunità marginalizzate, estendendo la distribuzione dei libri anche alle persone incarcerate. Apre inoltre la Radical Hood Library a Los Angeles. Solo nel 2023, dopo cinque anni di pausa discografica, torna con Sundial, disco autoprodotto che include collaborazioni con Jay Electronica, Common e billy woods e che affronta apertamente contraddizioni interne alla cultura Hip Hop, comprese le scelte commerciali di artisti affermati.

Rapsody, Jamila Woods e il problema dell’etichetta “conscious”

Ritratto di Rapsody, MC statunitense simbolo del Conscious Rap contemporaneo

Rapsody

Accanto a Simz e Noname, il discorso sulla rinascita lirica al femminile coinvolge anche Rapsody, di Snow Hill, North Carolina, arrivata all’attenzione del grande pubblico con una strofa in “Complexion (A Zulu Love)” di Kendrick Lamar su To Pimp a Butterfly (2015). Il suo album Eve (2019) dedica ogni traccia a una figura femminile nera storica o contemporanea, mentre Please Don’t Cry (2024) ne conferma la posizione tra le penne più rispettate della scena. Nel 2020 riceve il titolo di Lyricist of the Year ai BET Hip Hop Awards.

Rapsody in concerto, tra le penne più rispettate del Conscious Rap USA C’è però un punto su cui la stessa Rapsody ha insistito in diverse interviste: l’etichetta “conscious rapper” rischia di diventare una scatola stretta. Anche i rapper di strada, ha sottolineato, sono consapevoli del proprio contesto e lo raccontano a modo loro; la coscienza, per lei, non è un genere ma un grado di consapevolezza che attraversa tutto l’Hip Hop.

Jamila Woods, cantautrice e poetessa di Chicago tra spoken word e R&B

Jamila Woods

Una riflessione simile emerge nel lavoro di Jamila Woods, cantautrice e poetessa di Chicago, che in album come Legacy! Legacy! fonde spoken word, R&B e riferimenti letterari (tra cui un brano ispirato alla poetessa Nikki Giovanni) per costruire un discorso sull’identità nera al femminile che dialoga con quello di Noname, sua concittadina e cresciuta nello stesso ambiente della slam poetry di Chicago.

Perché ora: scrittura, indipendenza e controllo editoriale

Rapsody in un'intervista sulla scrittura e l'etichetta Conscious Rap Il filo che lega queste artiste non è solo tematico, ma anche produttivo. Little Simz ha costruito gran parte della carriera sulla propria etichetta Age 101, per poi passare all’indipendente Forever Living Originals con distribuzione AWAL; Noname ha finanziato Room 25 di tasca propria per non cedere diritti; Rapsody, pur legata dal 2016 anche a Roc Nation in joint venture, ha costruito la carriera nel rapporto di lunga data con Jamla Records, l’etichetta indipendente di 9th Wonder che l’ha lanciata come una delle sue prime artiste. In tutti e tre i casi, l’indipendenza economica ha coinciso con la libertà di scrivere senza filtri su razza, classe, genere e industria musicale: un margine di manovra che il mercato tradizionale delle major concede più raramente.

Rapsody e il concept dell'album Eve dedicato a figure femminili nere Non è un caso che la loro scrittura venga spesso definita “conscious” da critica e pubblico, ma vale la pena notare, come fa Rapsody stessa, che la definizione può risultare riduttiva se applicata solo a un tipo di narrazione. Ciò che accomuna davvero Little Simz, Noname, Rapsody e Jamila Woods è piuttosto la scelta di trattare il verso come strumento di analisi, non solo di intrattenimento: una postura che negli ultimi anni ha trovato spazio crescente, dai palchi indipendenti ai grandi festival, senza per questo perdere la propria radice underground.

Conclusione

Little Simz e Noname, rinascita del Conscious Rap femminile — copertina Underground Italia Little Simz e Noname arrivano da contesti diversi, Londra e Chicago, ma condividono un approccio alla scrittura fatto di introspezione, critica sociale e controllo totale sul proprio percorso artistico. Insieme a Rapsody e Jamila Woods, disegnano una mappa di voci femminili che ha riportato la densità lirica al centro dell’Hip Hop contemporaneo, dimostrando che tra Grammy, Mercury Prize e Book Club politici, il rap conscious non ha mai davvero smesso di parlare.

Cosa ne pensi? Qual è il tuo album preferito tra quelli citati in questo articolo? Diccelo nei commenti.


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