Oval: Il Suono del CD che Salta e la Nascita del Glitch
C’è stato un momento preciso, a metà degli anni ’90, in cui qualcuno ha deciso che il malfunzionamento poteva diventare musica. Che i click, i salti, gli errori di lettura di un CD graffiato non erano difetti da eliminare, ma texture da esplorare. Quel qualcuno si chiamava Markus Popp, e il progetto che ha dato forma a questa intuizione si chiama Oval.
Nato a Darmstadt il 24 febbraio 1968, Popp ha trasformato quello che per chiunque altro sarebbe stato un fastidio in un linguaggio sonoro completamente nuovo. E nel farlo, ha contribuito a fondare un intero genere: il GLITCH.
Le Origini: Darmstadt, 1991
Oval nasce nel 1991 come quartetto. Insieme a Popp ci sono Sebastian Oschatz, Frank Metzger e Holger Lindmüller, tutti provenienti dalla scena di Darmstadt, città universitaria dell’Assia con una lunga tradizione di sperimentazione musicale. Il gruppo si riduce a trio nel 1993, quando Lindmüller lascia il progetto, e questa formazione è quella che firma i primi lavori significativi.
Il debutto arriva con “Wohnton” nel 1993, pubblicato dalla storica etichetta tedesca Ata Tak. Un album che già contiene i semi di quello che verrà, ma ancora legato a forme più tradizionali di elettronica ambient. È con il secondo album che tutto cambia.
Systemisch e la Tecnica dei CD Danneggiati
“Systemisch”, pubblicato nel 1994 su Mille Plateaux, è il momento in cui Oval cristallizza la propria estetica. La tecnica è tanto semplice quanto radicale: Popp e i suoi collaboratori danneggiano fisicamente la superficie dei compact disc usando pennarelli, nastro adesivo, taglierini. I lettori CD, nel tentativo di leggere questi dischi sabotati, producono loop, salti, frammenti sonori che vengono poi registrati, campionati e riassemblati.
Il risultato è qualcosa che non esisteva prima: paesaggi sonori fatti di pulsazioni irregolari, melodie che sembrano emergere e dissolversi, texture cristalline che oscillano tra il meccanico e l’organico. Non è rumore, non è ambient tradizionale. È qualcosa di completamente nuovo.
94diskont.: Il Capolavoro
Se “Systemisch” ha definito il metodo, “94diskont.” (1995) ne ha esplorato tutto il potenziale espressivo. Il titolo gioca con il concetto di “Discount”, merce in saldo: come a dire che questi brani erano gli scarti delle sessioni precedenti. Scarti che si sono rivelati oro.
Il cuore dell’album è “Do While”, una composizione di 24 minuti che occupa un’intera facciata del vinile. Un brano ipnotico costruito su pochi loop sovrapposti che si intrecciano e si separano, creando un effetto quasi meditativo. La critica lo ha accolto come un capolavoro: Pitchfork lo ha inserito al numero 47 nella classifica dei migliori album degli anni ’90, The Wire lo ha definito un esempio di come dal “detrito digitale” si possa costruire “una bellezza cristallina”.
Con questo album, però, si chiude anche la fase collettiva di Oval. Oschatz e Metzger lasciano il progetto nel 1995, e da quel momento Oval diventa il progetto solista di Markus Popp.
L’Evoluzione: Dal Glitch al Software

Nel 2000 arriva “Ovalprocess”, un progetto che è contemporaneamente album e applicazione musicale interattiva. Il software, sviluppato insieme al programmatore Richard Ross, permette agli utenti di creare musica seguendo i principi compositivi di Oval, ma all’interno di parametri predefiniti. Un modo per rendere trasparente il processo creativo, per demistificare l’idea del genio solitario e mostrare come la musica elettronica sia, in fondo, una questione di “gestione di file”, come lo stesso Popp ha più volte dichiarato.
L’installazione interattiva basata su Ovalprocess ha ricevuto un Award of Distinction al prestigioso Prix Ars Electronica, uno dei più importanti riconoscimenti nel campo della media art.
Collaborazioni e Influenze
Markus Popp non ha mai lavorato in isolamento. La collaborazione più significativa è quella con Jan St. Werner dei Mouse on Mars, con cui ha formato il duo Microstoria. Insieme hanno pubblicato album fondamentali come “Init Ding” (1995) e “_snd” (1996), considerati oggi testi fondamentali dell’elettronica sperimentale: un biennio d’oro che ha definito un’intera estetica.
L’influenza di Oval si è estesa ben oltre la nicchia dell’elettronica underground. Nel 2001, Björk ha campionato il brano “Aero Deck” (da “Systemisch”) per “Unison”, traccia di chiusura del suo album “Vespertine”. Un riconoscimento che ha portato il suono di Oval a un pubblico molto più ampio.
Popp ha inoltre composto le musiche per la modalità bonus “Trance Mission” del celebre videogioco “Rez” di Tetsuya Mizuguchi (con il brano “P-Project” e altri contributi come “Octaeder 0.1”), successivamente inclusi anche nella versione VR “Rez Infinite”. Ha composto musiche per brand come Armani, Prada, Comme des Garçons, e ha scritto il libretto per l’opera “Miscontinuum” di Jan St. Werner.
Il Ritorno e la Nuova Fase
Dopo un silenzio discografico durato quasi un decennio, Popp è tornato nel 2010 con l’EP “Oh” e il doppio album “O”, segnando una svolta radicale nel proprio sound. Via i loop statici, dentro riff di chitarra, batteria acustica, strutture più dinamiche. Come se Oval fosse rinato come band, ma filtrato attraverso la sensibilità di un produttore che ha passato vent’anni a ripensare il rapporto tra uomo e macchina.

L’ultimo capitolo è “Romantiq” (2023), nato da una collaborazione con l’artista visivo Robert Seidel per l’inaugurazione del Museo del Romanticismo Tedesco a Francoforte. Un album che esplora l’idea stessa di romanticismo, mescolando voci d’opera atomizzate, pianoforti elaborati digitalmente, flauti che appaiono e scompaiono come fantasmi sonori.
L’Eredità
Parlare di Oval significa parlare di un prima e un dopo nella storia della MUSICA ELETTRONICA. Prima di Popp, l’errore digitale era qualcosa da correggere. Dopo, è diventato un vocabolario espressivo che ha influenzato generazioni di artisti, da Fennesz a Jan Jelinek, da Alva Noto a Vladislav Delay.
Ma l’eredità più importante, forse, è concettuale. Oval ha dimostrato che la tecnologia non è uno strumento neutro, che il software che usiamo per fare musica determina la musica che facciamo. E che interrogare questa relazione, metterla in discussione, sabotarla se necessario, può aprire spazi sonori che nessuno aveva immaginato prima.
Oggi Markus Popp vive e lavora a Berlino, dove continua a produrre musica, installazioni, collaborazioni. Nessuno suona il computer come lui.
Ascolta Oval su: Bandcamp | Spotify | Apple Music
Segui Markus Popp su Instagram: @markuspopp_oval




