AKA Danno: il primo disco solista di Danno con DJ Craim
Trent’anni di carriera. Quattro album con i Colle Der Fomento, un progetto cyberpunk con gli Artificial Kid, centinaia di featuring e freestyle che hanno costruito una delle penne più rispettate del rap italiano. E nessun disco solista. Fino ad ora.
Il 6 febbraio 2026, Danno — al secolo Simone Eleuteri, romano, classe ’74 — ha pubblicato AKA Danno, il suo primo vero album da solo. Prodotto interamente da DJ Craim, distribuito via Kill Bozo Records/ADA/Warner Music Italy, il disco arriva quando forse nessuno si aspettava più che arrivasse. E arriva pesante.
Dieci tracce, zero compromessi
AKA Danno dura 38 minuti e conta dieci tracce. Un solo featuring: Motta, cantautore romano, che appare nella traccia conclusiva Svegliami con un ritornello che chiude il disco in modo inaspettatamente intimo e sospeso.
Il resto è Danno solo contro tutti — contro l’industria, contro la mediocrità, contro chi ha trasformato il rap in sottofondo per aperitivi. DJ Craim costruisce un tappeto sonoro denso e coerente: boom bap in 4/4, distorsioni, scratch, campioni di Black Music e blues. Non c’è un singolo momento in cui il disco ammicca al mercato, non c’è una scorciatoia emotiva, non c’è un gancio facile.
La tracklist:
- Baseball Fury — l’intro, minimalista, quasi autoreferenziale
- Killemall — adrenalina pura, sample dai J.B.’s, odore di Public Enemy
- Tom Waits — uno dei singoli anticipatori
- Brucia Roma — un suono nostalgico e a parte rispetto al resto
- Yokozuna / Jakesulring — sei minuti di boom bap malinconico, il pezzo che forse più degli altri spiega il senso dell’intero progetto
- Vamos a la Playa — l’altro singolo uscito nei mesi precedenti
- Il Blues di Gundabad — critica sociale tagliente, periferie, decadenza culturale
- Distorsore (PhilipKCooks) e Colibrì — atmosfere Griselda, influenze Alchemist, il disco che guarda anche oltreoceano
- Svegliami feat. Motta — la chiusura, il momento più poetico del disco
Perché questo disco conta
Danno non è semplicemente un veterano che pubblica un disco tardivo per nostalgia. È uno dei pochi MC italiani che ha sempre tenuto fede a una visione del HIP HOP come fatto culturale, non commerciale. Dal 1994 — quando con Masito fondò i Colle Der Fomento nei quartieri di Roma nord — non ha mai tradito quella visione, nemmeno quando avrebbe potuto farlo con profitto.

AKA Danno è il disco di qualcuno che a cinquant’anni non ha nulla da dimostrare e che proprio per questo dimostra tutto. Come ha raccontato lui stesso a Rolling Stone Italia: «È una grande soddisfazione. Ma forse, sulla carta, andava fatto prima. Magari 20-30 anni fa quando avevo più cazzimma. Però mi fa piacere che il mio primo disco solista esca in un’età adulta.»
La critica italiana è pressoché unanime. Rapologia lo definisce un disco «per gente matura, che non ha bisogno di slogan o di scorciatoie emotive». Il Rappuso sottolinea come il valore stia proprio «nel non appoggiarsi al passato come lasciapassare». RadioSonar parla di «HIP HOP per adulti» ma precisa subito: «la verità è che questa è musica che fa bene ad ogni generazione».
L’edizione fisica per i collezionisti
Per chi vuole il disco anche tra le mani, Discoteca Laziale ha curato un’edizione speciale in doppio vinile opaque ocean splatter 180gr, formato gatefold apribile con poster 60×90 e 7 bonus track che includono remix, inediti e il celebre 64 barre inciso per Red Bull. Un oggetto da collezione per chi il rap lo vive sul serio.
AKA Danno è disponibile su tutte le piattaforme digitali. Segui Danno sui suoi canali per aggiornamenti sul tour previsto nei prossimi mesi.
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