Cey Adams, fondatore del Drawing Board e creative director della Def Jam Recordings

Cey Adams: il design storico della Def Jam Records

Cey Adams, fondatore del Drawing Board e graphic designer dell'Hip Hop Prima che qualcuno capisse davvero cosa stesse succedendo, Cey Adams aveva già deciso come avrebbe dovuto sembrare l’Hip Hop. Copertine, loghi, poster, magliette — tutto passava per le sue mani, tutto portava il segno di un’estetica costruita pezzo per pezzo, dalla metropolitana di New York alle pareti dei grandi musei.

Parliamo dell’uomo che ha fondato il visual language del genere. Non una metafora: una cosa concreta, documentabile, misurabile in centinaia di cover che ancora oggi riconosciamo a colpo d’occhio.

Dai vagoni della metro ai muri delle gallerie

Copertine album hip hop anni 90 realizzate dal Drawing Board di Cey Adams Cey Adams nasce nel 1962 ad Harlem e cresce nel Queens. Cresce mentre New York brucia — crisi fiscale, blackout del ’77, Bronx che va a fuoco. In quel contesto, i giovani di colore costruiscono una cultura dal niente: Breaking, Djing, Rap, e Writing.

Adams entra nel giro del graffiti sul finire degli anni ’70. I vagoni della metro sono la sua tela. Ma a differenza di molti writer della sua generazione, la strada non è il punto d’arrivo: è il trampolino. A soli 19 anni viene rappresentato dalla Graffiti Above Ground gallery di lower Manhattan, tra le prime a rappresentare graffiti writer in un contesto commerciale (insieme a Fashion Moda e Fun Gallery). Espone accanto a Jean-Michel Basquiat e Keith Haring — due nomi che la storia dell’arte ha consacrato, e che in quel momento erano semplicemente suoi colleghi e amici.

Cey Adams fotografato da Martha Cooper, storica fotografa dell'Hip Hop e del graffiti Tra il 1981 e il 1982 viene filmato per il documentario storico Style Wars, diretto da Tony Silver e prodotto con Henry Chalfant, distribuito nel 1983 e trasmesso da PBS: il film che ha cristallizzato per sempre l’immagine del graffiti writing newyorkese. In una scena, il diciannove Adams guarda un piece sul muro e spiega la sua motivazione con disarmante semplicità: vuole fare soldi. La candidezza di quella risposta dice tutto su quanto il suo fosse un approccio pragmatico all’arte — non romantismo, non ribellione per principio, ma mestiere.

Studia pittura alla School of Visual Arts di New York. Poi la vita accelera in modo inaspettato.

L’incontro con Russell Simmons e la nascita del Drawing Board

Cey Adams, artista visivo e designer della cultura Hip Hop Intorno al 1983, un fotografo che stava documentando uno dei suoi pezzi su un campo da handball consegna ad Adams un biglietto da visita. È di Russell Simmons, che in quel momento gestiva la Rush Artist Management e stava costruendo la sua rete di artisti Hip Hop. Adams va all’incontro. Simmons lo mette subito a lavoro.

Ritratto di Cey Adams, creative director e designer dell'Hip Hop Per circa un anno, Adams lavora per la Rush: loghi, merchandise e materiali promozionali per Kurtis Blow, Whodini, Jimmy Spicer. Tutto fatto a mano — siamo in era pre-computer. Schizzi a matita, poi stampa tipografica. Quando nel 1984 Simmons e Rick Rubin fondano ufficialmente la Def Jam Recordings, Adams è già parte dell’operazione.

Zenith, opera di Cey Adams al West Chelsea Contemporary Con il suo socio Steve Carr, fonda nel 1986 il Drawing Board: lo studio di design interno alla Def Jam, responsabile dell’intera identità visiva della label. Non solo copertine. Loghi, campagne pubblicitarie, materiali per il tour, merchandising. Un’operazione creative direction a tutto tondo, in un’epoca in cui nessuno aveva ancora capito quanto fosse importante costruire una visual identity coerente per una label Hip Hop.

Il Drawing Board lavora anche per MCA, Universal, Warner Bros., Bad Boy Records e BMG. Le copertine che escono da quello studio diventano riferimenti estetici per un’intera generazione.

L’estetica che ha definito un’era

Cey Adams con Run-DMC davanti a un piece di graffiti, icone della cultura Hip Hop newyorkese La prima collaborazione documentata con un futuro artista Def Jam risale al 1983: Adams disegna le lettere graffiti che compongono il nome dei Beastie Boys sulla copertina del loro singolo Cooky Puss. Da quel giorno, il sodalizio con il gruppo dura decenni — tanto che Adams viene soprannominato “il quarto Beastie Boy non ufficiale.”

Beastie Boys - Cookypuss - Album - cey adams Ma il lavoro del Drawing Board copre uno spettro molto più ampio. Run-DMC, LL Cool J, Public Enemy, Slick Rick, The Notorious B.I.G., DMX, Jay-Z, Usher, Mary J. Blige: ogni artista che passa per la Def Jam riceve un’identità visiva. Adams e Carr non si limitano a confezionare copertine — definiscono il look di ogni progetto, decidono quale linguaggio visivo si adatta a quale artista.

Ritratto di Cey Adams, graphic designer e artista visivo fondatore del Drawing Board della Def Jam Un caso emblematico è Fear of a Black Planet dei Public Enemy (1990): il Drawing Board si occupa dell’art direction nella sua interezza, con Adams custode della visione complessiva. Altra storia quella di Warren G: per l’album Take a Look Over Your Shoulder (1997), il Drawing Board convince l’artista e la label a usare un ritratto a olio realizzato da Darryl Zudeck — qualcosa che non era mai stato fatto in quel contesto. “Il nostro obiettivo era sempre trovare un modo per elevare l’arte,” spiega Adams. “Fare qualcosa di interessante, non annoiarci.”

Opera di grande formato di Cey Adams esposta in galleria Le copertine degli anni ’90 firmate Drawing Board sono un archivio visivo del periodo. Chi guarda oggi una cover di quel decennio — anche senza sapere chi l’ha realizzata — sta guardando il lavoro di Adams e Carr.

Il Drawing Board chiude nel 1999. In tredici anni, ha prodotto un catalogo che non ha paragoni nella storia del design discografico Hip Hop.

Dopo la Def Jam: i brand globali e la carriera artistica

Cey Adams in uno scatto di Alex Olson, designer e artista visivo Quando il Drawing Board chiude, Adams non rallenta. Porta il suo approccio visivo nel mondo della pubblicità corporativa: Levi’s, Nike, HBO, Coca-Cola, Comedy Central, Moët & Chandon, Warner Bros. Gli chiedono quello che ha sempre fatto — costruire identità visive che funzionano. Disegna il logo di Hot 97, la radio Hip Hop più influente di New York. Crea l’identità grafica del Chappelle’s Show. Lavora con Adidas, Apple, Google, Foot Locker, Converse.

Musei, libri e committenze istituzionali

Mural One Nation di Cey Adams allo Smithsonian National Museum of African American History and Culture Nel 2000 co-disegna la wing dedicata all’Hip Hop all’Experience Music Project di Seattle. Nel 2011 il MoMA di New York lo invita a partecipare a Looking at Music 3.0, mostra dedicata all’influenza della musica sulla pratica artistica contemporanea.

Nello stesso anno, Rizzoli pubblica Def Jam Recordings: The First 25 Years of the Last Great Record Label: Adams cura il design dell’intero volume, un coffee table book che raccoglie oltre due decenni di foto, copertine e storie. Nel 2008 aveva già co-curato DEFinition: The Art and Design of Hip-Hop (HarperCollins) con il giornalista Bill Adler, già ufficio stampa della Def Jam — il primo volume sistematico sul design visivo dell’Hip Hop.

Cey Adams al Photoville Festival, evento dedicato alla fotografia e alla cultura visiva urbana Nel 2013 la Juilliard School gli commissiona un murale per il Martin Luther King Day: Dream, un ritratto monumentale di King affiancato da una timeline del movimento per i diritti civili.

Tre anni più tardi, lo Smithsonian National Museum of African American History and Culture di Washington — inaugurato con una cerimonia alla presenza del presidente Barack Obama — ospita il suo murale One Nation, una grande bandiera americana in collage realizzata dal vivo sul National Mall durante il festival Freedom Sounds. Adams progetta anche il coffee table book ufficiale del museo: 300 pagine di antologia Hip Hop, con una raccolta di nove CD.

Nel 2017 Google gli affida il Doodle per il 44° anniversario della nascita dell’Hip Hop: un logo custom abbinato a turntable interattivi e un archivio storico del genere.

La carriera artistica e le mostre

Cey Adams durante il documentario Style Wars, PBS 1982 Parallelo al lavoro di design commerciale, Adams ha sempre mantenuto viva una pratica artistica personale. Pittura, collage, murale: linguaggi diversi che convergono in una ricerca coerente su pop culture, identità razziale e comunità.

Cey Adams nel suo studio durante la studio visit di Hypebeast Il punto di svolta nella sua vita artistica è la serie Trusted Brands — collage costruiti a partire dai loghi commerciali degli anni ’60 e ’70, smontati e rimontati per riflettere su strutture sociali, consumismo e appartenenza. La prima retrospettiva completa della sua carriera — Departure: 40 Years of Art and Design — debutta nel 2022 alla Stone Gallery della Boston University. Successivamente il tour prosegue in diverse istituzioni americane.

Le sue opere si trovano nelle collezioni permanenti di: MoMA, Brooklyn Museum, Museum of the City of New York, Walker Art Center, MoCA Los Angeles, Howard University e molte altre istituzioni accademiche e museali.

Il quarto Beastie Boy senza crediti

Cey Adams, fondatore del Drawing Board e creative director della Def Jam Recordings Cey Adams è la risposta alla domanda che nessuno si pone abbastanza spesso: chi ha deciso come doveva sembrare l’Hip Hop? La musica aveva i suoi protagonisti, ma il design — i colori, i caratteri, le composizioni — era opera sua. Per quasi vent’anni al Drawing Board, e poi nelle collaborazioni con marchi e istituzioni, Adams ha costruito un vocabolario visivo che ha attraversato culture e generazioni.

Cey Adams a New York nel 2019, foto di Angela Owens Quello che rende il suo percorso particolarmente significativo è la coerenza del metodo: dal piece sul vagone della metro al murale allo Smithsonian, dalla lettera graffiti sul vinile dei Beastie Boys al logo di Google per l’anniversario dell’Hip Hop, Adams ha sempre lavorato come chi sa che le immagini contano quanto le parole.

Segui il lavoro attuale di Cey Adams sul suo sito ufficiale ceyadams.com e su Instagram per aggiornamenti su mostre, collaborazioni e nuove opere.

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