Kid606: Punk, Breakcore e l’anarchia del Glitch elettronico
C’è un momento preciso in cui l’elettronica smette di chiedere il permesso. Quando il noise incontra il Breakbeat, quando il metal incontra l’IDM, quando il punk si siede alla scrivania con un laptop e inizia a smontare tutto. Quel momento ha un nome: Kid606.
Miguel Trost De Pedro non ha aspettato di essere adulto per capire che la musica poteva essere una cosa brutale e bellissima insieme. Cresciuto a San Diego nella scena Hardcore e nel Metal, ha assorbito le influenze più scomode: Godflesh, Napalm Death, l’Industrial più abrasivo. Le ha poi reimpiantate nell’elettronica sperimentale americana dei primi anni 2000. Il risultato è stato uno dei suoni più riconoscibili e irriducibili dell’intera stagione del Glitch e del Breakcore.
Da San Diego a San Francisco: le origini
Kid606 nasce a Caracas, Venezuela, il 27 luglio 1979, ma cresce a San Diego. A sedici anni inizia a lavorare per l’etichetta Vinyl Communications, la stessa che pubblicava il lavoro di Merzbow, riferimento assoluto del noise giapponese. È qui che De Pedro capisce cosa significa fare musica al di fuori di qualsiasi circuito commerciale: autoproduzione, distribuzione indipendente, rifiuto sistematico delle regole.
Il debutto discografico arriva nel 1998 con Don’t Sweat the Technics, pubblicato proprio su Vinyl Communications. L’album è un documento grezzo e febbricitante: IDM franto, ritmi spezzati, campionamenti brutali. Non è ancora il suono più maturo di Kid606, ma la direzione è già chiarissima. John Peel, il leggendario DJ della BBC, inizia a mandarlo in onda quello stesso anno. Continuerà a farlo con regolarità per anni.
Poco dopo, De Pedro si trasferisce a San Francisco. È la mossa giusta nel momento giusto. La Bay Area dei primi 2000 è un ecosistema fertile per la musica sperimentale, e Kid606 non ci mette molto a diventarne uno dei fulcri.
Il suono: Punk, Metal e Glitch in collisione
Definire il sound di Kid606 è esercizio scivoloso. La critica lo ha etichettato come IDM, Glitch, Hardcore Techno, Breakcore. È tutto vero, ma nessuna di queste categorie riesce a contenere davvero quello che fa.
La caratteristica più immediata è il tempo: Breakbeat ad alta velocità, spesso polverizzati e riassemblati in modi che non obbediscono ad alcuna logica ritmica convenzionale. Sopra: campionamenti anarchici, Noise preso dall’Industrial e un’ironia caustica da sempre parte integrante del progetto. I titoli degli album stessi — The Action Packed Mentallist Brings You the Fucking Jams (2002), Kill Sound Before Sound Kills You (2003) — dicono già tutto sull’atteggiamento.
Ma Kid606 non è solo aggressività. P.S. I Love You (2000), pubblicato su Mille Plateaux, è un disco Ambient-Glitch di rara delicatezza, quasi antitetico rispetto al resto della discografia. Muoversi tra i due estremi — il caos frenetico e la quiete introspettiva — è uno degli aspetti più interessanti del suo percorso artistico.
Connessioni: la scena del Glitch americano
Kid606 non ha operato nel vuoto. Il suo punto di riferimento più immediato è Lesser (J Lesser), collega e amico con cui ha collaborato fin dagli esordi. Ma la rete di connessioni è molto più ampia. Ci sono Matmos e Venetian Snares, con cui condivide l’ossessione per i breakbeat estremi. Autechre e Aphex Twin come riferimenti IDM; Atari Teenage Riot come punto di contatto tra elettronica e rabbia Hardcore.
Significativo anche il rapporto con Mike Patton, co-fondatore (insieme a Greg Werckman) di Ipecac Recordings. È l’etichetta che ha pubblicato Kill Sound Before Sound Kills You e Down with the Scene. Patton, ex vocalist dei Faith No More e Fantômas, è da sempre attratto dai confini estremi del suono. Il fatto che abbia scelto di pubblicare Kid606 dice qualcosa sia sull’uno che sull’altro.
In ambito remix, De Pedro ha lavorato con Peaches (il remix di “Fuck the Pain Away” del 2000) e The Rapture. Ha collaborato con una serie di artisti dell’underground europeo e americano, dimostrando un’adattabilità stilistica fuori dal comune.
Tigerbeat6: costruire una scena
Nel 2000, parallelamente all’uscita di Down with the Scene su Ipecac, Kid606 fonda Tigerbeat6 a San Francisco, California. È una delle mosse più significative della sua carriera — non solo come artista, ma come agente culturale.
Tigerbeat6 è un’etichetta completamente DIY: produzione in casa, distribuzione indipendente, estetica volutamente anti-commerciale (i numeri di catalogo iniziano tutti con MEOW, in omaggio all’ossessione di De Pedro per i gatti). Il catalogo cresce rapidamente fino a oltre duecento release. Include artisti come Cex, DAT Politics, DJ Rupture, Knifehandchop, Max Tundra, The Bug, Le Tigre e Chicks on Speed. Un panorama che attraversa Breakcore, IDM, Electroclash, Noise e molto altro.
In un’intervista a Wire, De Pedro ha spiegato la sua visione. Il modello per Tigerbeat6 era il Punk delle origini: la musica come autosufficienza, come rifiuto dei mediatori, come strumento di comunità. Tigerbeat6 ricevette ampia copertura da John Peel sulla BBC nel 2003, con sessioni regolari dei suoi artisti.
I live: il laptop come strumento da battaglia
Kid606 è stato tra i primi a portare il laptop sul palco in modo esplicitamente performativo. Non come strumento discreto: come centro visibile dell’azione. I suoi live sono sessioni caotiche e fisicamente intense. Più vicine all’estetica di un concerto punk che a quella di un set elettronico.
Il Festival Sónar del 2002 e il All Tomorrow’s Parties del 2004 sono tra le performance più documentate. Quest’ultima è rimasta impressa nella memoria della scena. A ATP, De Pedro interruppe il DJ set di John Peel, staccando il disco in riproduzione — Teenage Kicks degli Undertones. Peel non lo dimenticò facilmente; la cosa incrinò temporaneamente il rapporto tra i due, che fino ad allora era stato di reciproca stima.
Evoluzione e produzione recente
Dopo la stagione più esplosiva degli anni 2000, Kid606 ha progressivamente allargato il campo. Resilience (2005) vira verso l’elettronica pop più melodica. Songs About Fucking Steve Albini (2010) — il cui titolo farebbe pensare al Noise Rock di Big Black — è paradossalmente un album di Drone Ambient. I due volumi dei Recollected Ambient Works (2015) completano la svolta introspettiva.
Da Rate Your Music risulta attualmente basato a Los Angeles. La sua attività recente è meno prolifica. La discografia rimane però accessibile su Bandcamp, dove Down with the Scene e Kill Sound Before Sound Kills You continuano ad attrarre nuovi ascoltatori.
Curiosità e aneddoti
L’origine del nome “Kid606” non è mai stata chiarita ufficialmente da De Pedro.
Nella scena circola l’interpretazione che sia un riferimento alla Roland TR-606, leggendaria drum machine. Mescolata all’estetica “kid” del punk californiano — ma si tratta di speculazione, non di una dichiarazione confermata.
– A sedici anni, De Pedro assemblava fisicamente i CD di Merzbow per Vinyl Communications: un’immersione nel noise estremo giapponese che ha lasciato tracce evidenti nel suo approccio al suono.
– Tigerbeat6 prende il nome dalla rivista teen Tiger Beat — il contrasto tra il mondo delle celebrity pop adolescenziali e la musica più abrasiva dell’underground è tutt’altro che casuale. – Su Kill Sound Before Sound Kills You compare il brano “Parenthood”, pezzo ambient in netto contrasto con il resto del disco. Un esempio di come Kid606 sappia sorprendere i suoi ascoltatori.
– Ha collaborato con Matmos e Lesser nel progetto collettivo Disc, pubblicato su Vinyl Communications nel 1999.
Trovi la discografia completa di Kid606 su Bandcamp e i titoli più significativi su Discogs. Per chi vuole orientarsi: Down with the Scene e Kill Sound Before Sound Kills You sono i due punti d’ingresso obbligatori.
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