Locandina di Willy, il principe di Bel-Air con il logo graffiti Fresh Prince, il cast in smoking e Will Smith in primo piano

Willy, il principe di Bel-Air: quando l’Hip Hop entrò in salotto

Will Smith in tuta blu e Quincy Jones seduti sul divano, produttori e protagonisti di Willy, il principe di Bel-Air

Will Smith e Quincy Jones

Dicembre 1989. A una festa a casa di Quincy Jones, un rapper di Philadelphia che non aveva mai recitato si ritrova a fare un provino a sorpresa davanti a una stanza piena di ospiti, tra cui il capo della NBC. Jones gli lascia due strade: aspettare tre settimane o giocarsi tutto in dieci minuti. Pochi mesi dopo quel rapper è sul set del pilot di Willy, il principe di Bel-Air.

Alfonso Ribeiro nei panni di Carlton Banks con cardigan giallo e segno di vittoria in una scena di Willy, il principe di Bel-AirIl rapper è Will Smith, metà del duo DJ Jazzy Jeff & the Fresh Prince e vincitore, insieme a Jeff, del primo Grammy mai assegnato nella categoria rap. La serie nata da quella serata è andata in onda sulla NBC dal 10 settembre 1990 al 20 maggio 1996, per sei stagioni e 148 episodi. C’è chi la ricorda per la sigla, chi per il balletto di Carlton, chi per la scena più commovente della quarta stagione. Per chi scrive, il punto è un altro: il principe di Bel-Air ha messo in prima serata un ragazzo cresciuto con l’Hip Hop senza ridurlo a una caricatura, e gli ha costruito attorno una famiglia nera benestante che la tv di allora mostrava di rado.

Proviamo a ricostruire da dove nasce l’idea, come la serie ha dialogato con l’Hip Hop vero e che cosa resta oggi, in Italia e fuori.

Dal Watts a West Philadelphia: l’idea di Benny Medina

Will Smith in tuta blu seduto su una valigia davanti alla villa dei Banks a Bel-Air, location di Willy, il principe di Bel-AirL’idea di partenza non era di Smith. Il format porta la firma di Benny Medina e Jeff Pollack, mentre Andy e Susan Borowitz sono accreditati come creatori della serie. Medina, all’epoca dirigente A&R della Warner Bros, si era ispirato alla propria vita: un ragazzo cresciuto nei quartieri poveri di Los Angeles (Watts secondo alcune fonti, East Los Angeles secondo altre) che finisce a frequentare il mondo ricco di Los Angeles. Nessuna villa di zii a Bel-Air, quindi, come invece racconta la sigla. I dettagli della trama televisiva furono presi altrove, in parte dalla biografia dello stesso Smith.

Will Smith con cappellino rosa, occhiali e sneakers Jordan in poltrona accanto al maggiordomo, in una foto promo di Willy, il principe di Bel-AirLa strada che portò Smith alla parte ha l’aria di una sceneggiatura, e a raccontarla è lui. In quel periodo, dice, era famoso e al verde. Su insistenza della fidanzata finì ospite dell’Arsenio Hall Show, dove incontrò Medina, che Smith definisce il vero Fresh Prince di Bel-Air. Medina gli propose la parte e Smith rispose che non era un attore. Poi arrivarono l’invito a casa di Jones, il provino a sorpresa e un dettaglio che da solo vale l’aneddoto: quando Smith si presentò dicendo che lo chiamavano Fresh Prince, Jones ribatté che allora quello sarebbe stato il titolo della serie. Il provino piacque anche a Brandon Tartikoff, numero uno della NBC, e secondo il racconto di Smith i contratti furono preparati in tempi rapidi.

Will Smith con sguardo ammiccante accanto al logo graffiti The Fresh Prince of Bel-Air su fondo rosso e verdeIl nome del principe di Bel-Air, del resto, non era casuale. Secondo l’enciclopedia Britannica, Fresh Prince nasce da un soprannome scolastico, “Prince Charming”, ritoccato per suonare più Hip Hop.

Jazzy Jeff, i Grammy e un rap pensato per tutti

Will Smith con cappellino blu, giacca nera e sneakers Jordan sprofondato in una poltrona verde in una scena di Willy, il principe di Bel-AirPrima della tv c’era il duo. Smith conobbe Jeff Townes, cioè DJ Jazzy Jeff, nel 1985, quando era ancora un adolescente. Le versioni sull’incontro cambiano (un playground, una festa in casa), ma portano tutte alla stessa scena: Smith che prende il microfono da hype man e un’intesa che regge. Il primo album, Rock the House, esce nel 1986 per la Word Up e viene ristampato dalla Jive nel 1987. Nel 1988 arrivò “Parents Just Don’t Understand”, il brano con cui, nel febbraio 1989, il duo vinse il primo Grammy mai assegnato nella categoria rap. Hot 97 ricorda che i due annunciarono il boicottaggio della cerimonia perché quella categoria non sarebbe stata trasmessa in diretta.

Il secondo Grammy arrivò nel 1992 con “Summertime”, singolo del 1991, a serie già partita. Il rap del duo era comico, privo di parolacce e costruito per un pubblico ampio. Quello stile più pop allontanò una parte del pubblico della prima ora, mentre a Jeff è sempre stata riconosciuta l’abilità ai piatti. A nostro avviso è proprio questa leggibilità a spiegare perché la NBC abbia puntato sul futuro principe di Bel-Air: era un traduttore, capace di portare l’Hip Hop nelle case senza spaventare nessuno.

Geoffrey a braccia aperte, Jazz con occhiali scuri e Will Smith in maglia numero 12 in una scena di Willy, il principe di Bel-AirJeff entrò nella serie come Jazz, il migliore amico di Will, introdotto nell’episodio “Bang the Drum, Ashley”. La gag ricorrente lo vedeva sbattuto fuori di casa dallo zio Phil.

Una sigla scritta in camera d’albergo

Will Smith con cuffie, occhiali scuri e cappellino verde in una maglia a righe, in posa su sfondo giallo per Willy, il principe di Bel-AirQuando si parla di Willy, il principe di Bel-Air, la prima cosa che torna in mente è la sigla, e la sua nascita è un aneddoto che Smith ha raccontato in un’intervista legata all’uscita di Bad Boys: Ride or Die. Quincy Jones aveva preparato un tema in stile sitcom, allegro e saltellante. Smith, secondo il suo racconto, non lo sopportava, ma non aveva il coraggio di dirlo a Jones. Ne parlò con Jeff, che lo spinse a farsi avanti. Smith rispose che non c’era modo di dirlo a Quincy Jones, e quella sera, in camera d’albergo, scrisse un’altra versione. Dice che la musica di Jeff arrivò circa quattro ore dopo.

Joseph Marcell nel ruolo del maggiordomo Geoffrey con panciotto grigio e cravatta, davanti a un muro di edera in Willy, il principe di Bel-AirQuando la fece ascoltare a Jones, tremando, la risposta fu che era meglio di ciò che aveva fatto lui e che quello sarebbe stato il tema. Fu poi Jones a ricavarne la versione breve andata in onda: il pezzo completo ha una seconda strofa che in tv non si sente.

Il testo racconta in pochi versi la premessa: una partita di basket finita male, un battibecco con degli sconosciuti, una madre spaventata che manda il figlio in California da parenti benestanti. La sigla è firmata e interpretata dal duo, mentre le musiche della serie sono accreditate a Quincy Jones III.

I Banks e chi li circonda: chi sono i personaggi

Il cast di Willy, il principe di Bel-Air insieme a Quincy Jones e agli ospiti musicali durante una pausa sul set Per capire perché la serie funziona, bisogna guardare a chi abita la villa. Ogni personaggio rappresenta un modo diverso di stare al mondo, e Will li attraversa tutti.

Will Smith, interpretato da Will Smith. Il ragazzo di West Philadelphia mandato in California dalla madre. È sveglio, ironico, cresciuto per strada e con la battuta sempre pronta. Per tutte e sei le stagioni è il corpo estraneo che mette in crisi le abitudini dei Banks, e che dai Banks impara qualcosa a sua volta.

Jazz, interpretato da DJ Jazzy Jeff. Il migliore amico di Will, rimasto a Philadelphia nella finzione e sempre pronto a ricomparire. È il collegamento più diretto con l’Hip Hop vero: Jeff Townes è lo stesso DJ che ha inciso i dischi con Smith. La sua gag fissa è essere sbattuto fuori di casa dallo zio Phil.

Zio Phil, interpretato da James Avery. Philip Banks è un avvocato di successo e poi giudice, il capofamiglia con una voce che riempie la stanza. Severo e orgoglioso, non capisce subito il nipote, ma è lui, come racconta l’episodio sul padre di Will, a diventare la figura paterna che al ragazzo mancava.

Zia Vivian, interpretata da Janet Hubert e poi da Daphne Maxwell Reid. La moglie di Phil e madre dei tre cugini, è il collante emotivo della casa: attenta, protettiva, spesso quella che media tra Phil e Will. Il cambio di volto dopo la terza stagione è una delle vicende più discusse dietro le quinte.

Carlton, interpretato da Alfonso Ribeiro. Il cugino della stessa età di Will, ma uguale e opposto: cresciuto tra scuole private e country club, vestito di maglioni, cravatte e gusti da giovane conservatore, tra cui l’amore per Tom Jones. Basso, perfettino e sempre un passo fuori sincronia con i coetanei, è lo specchio in cui Will vede quello che non vuole diventare. Il suo balletto sulle note di “It’s Not Unusual” è diventato un marchio della serie.

Hilary, interpretata da Karyn Parsons. La cugina più grande, viziata, patita di moda e di grandi progetti che durano poche settimane. Sulla carta è il personaggio più frivolo di casa, ma la serie la usa per ribaltare i ruoli e mostrare che anche i Banks hanno le proprie debolezze.

Ashley, interpretata da Tatyana Ali. La più piccola dei cugini. All’inizio è una bambina che adora Will, poi nel corso delle stagioni cresce davanti agli spettatori e diventa una ragazza con i propri dubbi e la propria voce.

Geoffrey, interpretato da Joseph Marcell. Il maggiordomo inglese dei Banks: compassato, elegante, incapace di nascondere il sarcasmo. Fa da contrappunto comico a Will, con cui si punzecchia di continuo, e rappresenta il vero “altro mondo” in casa, quello della servitù britannica nella villa di una famiglia nera benestante.

Il salotto dei Banks: ospiti, vestiti e due mondi a confronto

Il cast di Willy, il principe di Bel-Air in posa su fondo bianco: la famiglia Banks con Will Smith in primo pianoLa struttura era quella classica del pesce fuor d’acqua, ma la serie la riempiva con un contrasto preciso: da una parte Will, il ragazzo dei playground di Philadelphia, dall’altra il cugino Carlton (Alfonso Ribeiro), rampollo delle migliori scuole di Bel-Air. In una conversazione con Time ripresa da Hot 97, Quincy Jones mise a confronto i Banks con la famiglia de I Robinson: agiata la seconda, davvero ricca la prima. Per Jones, prima di Fresh Prince non si erano mai visti in tv né una famiglia nera così benestante né un ragazzo della generazione Hip Hop.

QUEEN LATIFAH - Rapper Donna - Hip Hop USA

Queen Latifah

Gli ospiti erano il secondo canale con cui la scena entrava in casa. Heavy D comparve nei panni di sé stesso nel 1990, quando dà consigli di cucina all’atleta Bo Jackson, e l’anno dopo un intero episodio ruota attorno a un suo concerto, a cui Will porta di nascosto la nonna. Queen Latifah passò dalla serie in due ruoli, la capa di Hilary (Karyn Parsons) nel finale della prima stagione e poi Dee Dee, la ragazza con cui Will lega ma che non ha il coraggio di invitare al ballo per paura delle prese in giro degli amici. Boyz II Men, anche loro di Philadelphia, apparvero in un episodio natalizio e cantarono al battesimo del piccolo Nicky. I Bel Biv DeVoe girarono un video nel salotto mentre Will cercava di finire in camera. In una sola puntata della prima stagione si ritrovarono Jones in persona, Al B. Sure, Malcolm-Jamal Warner e Kadeem Hardison. Secondo Wikipedia, gli ospiti famosi nel corso della serie furono più di quaranta.

Will Smith in felpa a blocchi di colore punta il dito contro Carlton in giacca e cravatta in una scena di Willy, il principe di Bel-AirAnche l’abbigliamento faceva parte del discorso. Secondo la CNN, catene d’oro e abiti larghi portavano nei salotti americani il linguaggio visivo di una generazione di giovani neri che non voleva farsi ridimensionare dal mondo.

Papa’s Got a Brand New Excuse: quando la sitcom cambia registro

Zio Phil con maglione colorato rimprovera Will Smith in giacca a vento viola e gialla in una scena di Willy, il principe di Bel-AirNonostante i toni leggeri, la serie sapeva fermarsi. Andscape ricorda episodi come “Just Say Yo”, nella terza stagione, e “Blood Is Thicker Than Mud”, nella quarta, oltre a “72 Hours”, in cui Carlton finisce a Compton. Ma il momento che tutti citano è un altro, e va in onda il 9 maggio 1994: “Papa’s Got a Brand New Excuse”. Lou, il padre che anni prima aveva abbandonato Will, ricompare dopo 14 anni. Will, esitante, alla fine gli apre la porta di casa Banks. Poi Lou rinuncia al viaggio che avevano progettato insieme e se ne va. A quel punto è lo zio Phil, interpretato da James Avery, a dirgli in faccia quello che pensa.

Il seme era stato piantato 14 episodi prima, in “Home Is Where the Heart Attack Is”: per convincere Carlton ad andare a trovare il padre in ospedale, Will gli fa notare che lui almeno sa dov’è. Nel finale di serie sarà Phil a dirgli che è suo figlio, punto e basta. Andscape considera quell’episodio un punto di svolta nella carriera di Smith. Per chi scrive, è il momento in cui la serie smette di essere una vetrina e diventa un racconto.

Non tutto filò liscio dietro le quinte. Dalla quarta stagione zia Vivian cambia volto: da Janet Hubert a Daphne Maxwell Reid, dopo una frattura pubblica tra Hubert e Smith rimasta aperta per anni.

Cosa resta del principe di Bel-Air, tra Italia e Peacock

Selfie della reunion del cast di Willy, il principe di Bel-Air con Will Smith e gli attori della famiglia BanksIn Italia la sitcom arrivò come Willy, il principe di Bel-Air, e andò in onda su Italia 1 dal 1993 al 1996. Smith aveva la voce di Edoardo Nevola. Tra i commenti degli spettatori sul sito Davinotti ricorrono gli elogi per il doppiaggio e per l’adattamento italiano della sigla. Una newsletter italiana, Mookie, ha sostenuto che per molti fu il primo contatto con il rap, in anni in cui la scena nazionale era ancora una questione da b-boy e b-girl: una lettura, non un dato, ma racconta bene l’effetto. Il 1° luglio 2019 la serie completa è arrivata su Netflix Italia.

La reunion per il trentesimo anniversario, nel 2020 su HBO Max, ha chiuso anche la frattura con Hubert. Poi è arrivato Bel-Air, il rifacimento drammatico nato da un trailer realizzato da un fan e prodotto da Peacock, in onda dal 13 febbraio 2022 e concluso dopo quattro stagioni. Nell’ultima Hubert è tra gli ospiti, in un ruolo nuovo.

Smith, nel frattempo, aveva già cambiato pelle: l’album Code Red con “Boom! Shake the Room”, poi Bad Boys nel 1995, e il ruolo di produttore esecutivo della serie nelle ultime stagioni.

Quello che ci portiamo via

Locandina di Willy, il principe di Bel-Air con il logo graffiti Fresh Prince, il cast in smoking e Will Smith in primo pianoRivisto oggi, Willy, il principe di Bel-Air tiene ancora per un motivo semplice: mette insieme due mondi senza dichiarare un vincitore. Da una parte le battute, i cameo, le giacche e la sigla; dall’altra un ragazzo che cerca un padre e lo trova nello zio che lo rimprovera a ogni puntata. A nostro avviso può essere anche una porta d’ingresso: chi arriva alla serie per Will può incontrare Heavy D, Queen Latifah e DJ Jazzy Jeff, e da lì continuare con i dischi. Per chi vuole andare oltre la sitcom, il passo successivo è la discografia del duo, a partire da Rock the House e dal brano premiato ai Grammy.


Cosa ne pensi? Qual è il tuo momento preferito di Willy, il principe di Bel-Air? Diccelo nei commenti.

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