Cope2 graffiti: il bomber del Bronx dai treni alle gallerie
Nei primi anni Novanta Shepard Fairey girava per New York e continuava a imbattersi nello stesso nome: COPE, in bubble letters a due colori, dal Bronx a downtown fino a Brooklyn. Nel graffiti, ha raccontato, il successo si misura in volume, e per lui nessuno era più presente di quel writer. Una ventina d’anni dopo i due hanno dipinto insieme.
Quel writer è Cope2, all’anagrafe Fernando Carlo Jr., classe 1968, cresciuto nel Bronx. Il suo percorso attraversa i vagoni della metropolitana, le sneaker Converse, un cartellone per Time e le gallerie di Hong Kong, Tokyo e Londra, senza mai staccarsi dal throw-up che lo ha reso riconoscibile. In questo ritratto sul Cope2 graffiti tra strada e mercato dell’arte ripercorriamo formazione, stile, collaborazioni e lavori recenti.
Dalla linea 4 ai Kings Destroy
Cope2 comincia a scrivere tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta: le fonti oscillano tra il 1978 e il 1985, mentre lui, in un’intervista del 2006 per Art Crimes, parla del 1979-80. Il cugino Chico80 gli indica la strada, ma la vera scuola è la metropolitana guardata dai finestrini, nella zona di Mosholu Parkway dove, stando all’intervista ad Art Crimes, è cresciuto: i pezzi di Comet, Blade e Dondi, gli stili di Case2, T-Kid170 e Delta2. Il suo idolo dichiarato è Mitch77, e il 2 del nome, racconta, arriva da Ban2.
Nel 1982 fonda Kids Destroy, la crew che l’anno dopo, quando si proclama re della linea 4, diventa Kings Destroy (KD). Negli anni entra anche in altre sigle, come TNB, la crew di T-Kid.
Cope2 graffiti: il bubble throw-up e lo stile
Il suo segno è il bubble throw-up: lettere tonde e piene, spesso a due colori, pensate per essere dipinte in fretta e ripetute ovunque. Cope2 sostiene di aver ricevuto il modello da Cap, conosciuto nel 1982, e di portarlo ancora oggi. Accanto al throw-up c’è il wildstyle, la scrittura intricata nata proprio nel Bronx: lo stesso Art Crimes lo descrive come un writer versatile, capace di passare dal pezzo elaborato alla tag veloce.
Il libro Cope2: The Evolving Art of a Bronx Graffiti Legend (Schiffer, 2022) divide il suo lavoro in quattro capitoli: vagoni, muri dipinti, bubble throw-up, gallerie e opere su tela. In studio unisce lettere bubble e tag a un linguaggio astratto di ispirazione espressionista, con bombolette e Posca su carta e tela. Tra i lavori del 2023 ci sono anche insegne originali in metallo della metropolitana e mappe MTA dipinte con bubble e tag.
Dalla strada ai brand
Il passaggio fuori dai treni passa da progetti molto diversi. Nel 2002 ha realizzato opere per il film Bomb the System, nel 2003 è uscito il libro True Legend. Nel 2005 disegna una Converse Chuck Taylor All-Stars (nel 2006 dichiarava di essere il primo writer a farlo) e nello stesso anno Time gli commissiona un cartellone a SoHo, all’incrocio tra Houston e Wooster. Il suo throw-up compare anche nei videogiochi Marc Ecko’s Getting Up e Grand Theft Auto IV, e ha firmato una collezione per Adidas.
Nel 2013 arriva la collaborazione con Shepard Fairey: dopo aver dipinto insieme a New York, tra cui una produzione nel Bronx fotografata da Martha Cooper, nascono un poster firmato in edizione da 300 copie e una linea Obey in cui Cope2 mette le sue tag sopra il logo del marchio. Tra le sue collaborazioni su muro c’è anche quella con Kenny Scharf.
Cope2 oggi: mostre e nuovi lavori
Cope2 vive e lavora a New York e divide il tempo tra studio, muri e gallerie. La JPS Gallery gli ha dedicato Following My Path a Hong Kong (marzo-aprile 2021) e Within My Essence a Tokyo (aprile-maggio 2023), con una serie ispirata a insegne e mappe della metropolitana e sessioni di live painting. A Londra, da D’Stassi Art, è stata la volta di Unhinged (29 marzo-12 aprile 2024). Tra le sedi dove ha esposto compaiono anche il Bronx Museum of the Arts a New York e gallerie a Berlino, Parigi e Sydney. Nel 2022 ha anche curato Subway Art Legends a One Art Space, a Tribeca, con opere di T-Kid170, Delta2 e altri protagonisti dell’era dei treni. Le sue opere continuano a comparire nelle aste, con vendite registrate anche nel 2025 e nel 2026. Nel 2026 è stato tra i protagonisti della collettiva Regards de collectionneurs alla galleria Le Comoedia di Brest (6 marzo-9 maggio) e ha presentato lavori a quattro mani con Lady K a District 13; al momento della stesura non abbiamo trovato altre mostre annunciate.
Un nome, una lettera
La parabola di Cope2 è quella di un nome ripetuto fino a diventare stile. Dai treni della linea 4 alle sneaker, ai poster con Fairey e alle mostre a Hong Kong, Tokyo e Londra, il Cope2 graffiti resta riconoscibile perché cambia supporto ma non cambia lettera: il bubble a due colori è lo stesso, dipinto su un vagone o su un’insegna metallica in galleria. A nostro avviso è questo il suo tratto più coerente, e il motivo per cui il suo lavoro si legge bene anche lontano dalla strada.
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