Trap italiana: dalla scena underground milanese al successo internazionale, dodici anni di storia

Trap Italiana: Anatomia di un Fenomeno Generazionale

Guè Pequeno, rapper milanese che con Il ragazzo d'oro del 2011 ha gettato le basi della trap italiana

Guè

C’è una data che vale la pena fissare prima di tutto: 14 giugno 2011. Quel giorno esce Il ragazzo d’oro, primo album solista di Guè Pequeno. La title track è prodotta da un duo milanese allora semisconosciuto: i 2nd Roof, Pietro Miano e Federico Vaccari, classe 1985. Racconteranno anni dopo come la registrazione del pezzo sia avvenuta in un sottotetto improvvisato a studio, con otto persone stipate in pochissimi metri quadri. Non lo sa nessuno, ma è da lì che parte tutto.

Dodici anni dopo, San Siro è sold out per Sfera Ebbasta, sul palco salgono Anna, Geolier, Lazza, e la Trap non è più un genere di nicchia: è la lingua franca della discografia italiana. Come ci siamo arrivati?

I primi semi: 2011-2014, l’underground che sperimenta

I 2nd Roof, duo di producer milanesi che ha portato il sound trap in Italia nel 2011 con Guè Pequeno

2nd Roof

Prima di parlare di Trap italiana bisogna fare un passo indietro. Negli Stati Uniti il termine Trap House indicava le case di spaccio nei sobborghi di Atlanta. Il genere musicale che ne portava il nome aveva codificato negli anni Duemila un sound molto preciso: bassi 808, charleston tritati, Auto-Tune sulla voce. L’immaginario era centrato su droga, soldi, periferia.

Club Dogo - Hip Hop Italiano - Immagine Copertina 2

Club Dogo

In Italia, all’inizio degli anni Dieci, il rap aveva già attraversato la stagione d’oro di Club Dogo, Marracash e Fabri Fibra, e stava cercando direzioni nuove. Il ragazzo d’oro di Guè è la prima crepa: la title track, prodotta dai 2nd Roof (Pietro Miano e Federico Vaccari), porta in Italia sonorità chiaramente debitrici della Trap statunitense. La strofa nonsense di Caneda, costruita sulla parola “bianco”, oggi è un classico, ma all’epoca — come hanno raccontato gli stessi 2nd Roof — lasciò tutti scioccati. L’album non viene capito subito — lo stesso Guè ha ammesso che fu visto come una parentesi goliardica — ma il seme è piantato.

Jesto - Hip Hop Italia Immagine di Copertina

Jesto

Nel 2012 è il romano Jesto a portare avanti la sperimentazione con basi monofoniche e Auto-Tune massiccio (in album come Mamma ho ingoiato l’autotune), restando però confinato all’underground. La svolta di pubblico arriva nel 2014 con Cioccolata del rapper italo-marocchino Maruego in collaborazione con Caneda, ancora prodotta dai 2nd Roof: è il primo brano dichiaratamente Trap a ottenere un successo virale tra i giovani italiani.

A questo punto serve un nome che faccia esplodere tutto. Sta per arrivare.

L’anno zero: 2015 e l’esplosione di XDVR

Sfera Ebbasta, rapper milanese autore di XDVR nel 2015 e primo italiano a esibirsi in due date a San Siro nel 2024

Sfera Ebbasta

 Gionata Boschetti, classe 1992 di Sesto San Giovanni e cresciuto a Cinisello Balsamo, da novembre 2014 inizia a pubblicare su YouTube tracce realizzate con un giovanissimo producer milanese, Charlie Charles. Si fa chiamare Sfera Ebbasta. Il singolo Panette gira nei circuiti underground, qualche etichetta lo nota.

Charlie Charles producer in studio durante le sessioni di La Bella Confusione

Charlie Charles

L’11 giugno 2015 esce XDVR, autoprodotto dalla BHMG e distribuito gratuitamente in download. È il punto di non ritorno della Trap italiana. Dodici tracce in cui Sfera racconta in milanese stretto le periferie nord di Milano, le aspirazioni di riscatto, il sogno-incubo del successo, su produzioni di Charlie Charles che traducono il sound di Atlanta in una grammatica mediterranea. Il 23 novembre 2015 il disco viene ripubblicato come XDVR Reloaded da Roccia Music, l’etichetta di Marracash e Shablo, con tre tracce inedite tra cui XDVRMX (con Marracash e Luchè) e Ciny.

Maruego, rapper italo-marocchino e co-autore di Cioccolata, primo hit trap italiano del 2014

Maruego

Contemporaneamente, a Roma, sta succedendo qualcos’altro. Nel rione Monti si forma la Dark Polo Gang: Tony Effe, Wayne Santana, Pyrex, Side Baby, con il producer Sick Luke considerato spesso il quinto membro. L’esordio è il mixtape Full Metal Dark (2015), pubblicato in free download. Il loro approccio è radicalmente diverso da quello di Sfera: dove il milanese cerca melodia e narrazione, i romani vanno di puro nichilismo estetico, rime non chiuse, immaginario di pellicce, diamanti e Polo Ralph Lauren. La critica li detesta, i giovanissimi li adorano.

2016: l’anno della consacrazione

La Dark Polo Gang con Sick Luke, collettivo trap romano fondato nel 2014 nel rione Monti di Roma

Dark Polo Gang & Sick Luk

Il 2016 è l’anno in cui la Trap diventa fenomeno di massa. La Dark Polo Gang sforna in pochi mesi quella che verrà chiamata The Dark Trilogy. Tre album in successione: Crack Musica (10 marzo, di Tony Effe e Side Baby), Succo di Zenzero (19 maggio, di Wayne Santana), The Dark Album (31 ottobre, di Pyrex). I featuring con Sfera Ebbasta — Cavallini, Fiori del male — costruiscono ponti fra Roma e Milano e definiscono l’asse principale della scena.

Ghali - Hip Hop Italiano Immagine di Copertina

Ghali

Il 9 settembre 2016 Sfera pubblica il suo primo album solista omonimo per Universal/Def Jam, con singoli come Figli di papà, BRNBQ e Cartine Cartier. È il momento in cui la Trap esce dalla nicchia adolescenziale e occupa stabilmente le classifiche radio e streaming. Ghali, milanese di origini tunisine, percorre una strada parallela ma più melodica e introspettiva, con un approccio che già flirta con il pop. Tedua e Izi, dalla Liguria, portano dentro la scena un’attitudine più lirica e malinconica. Achille Lauro, in Roccia Music con Sfera tra 2014 e 2015, esordisce con Achille Idol Immortale e Dio c’è. Completa poi la prima trilogia con Ragazzi madre (novembre 2016), già pubblicato sotto la propria etichetta No Face Agency.

Tedua, rapper genovese della prima ondata trap italiana, noto per la sua attitudine lirica e malinconica

Tedua

Nel frattempo i producer stanno definendo un suono riconoscibile: Charlie Charles per Sfera Ebbasta, Sick Luke per la DPG. A loro si affianca una pattuglia di beatmaker — da Chris Nolan a Mace — che lavorano con la prima generazione di artisti.

2017-2019: il mainstream e la prima crisi

Izi, rapper genovese della scena trap italiana, parte della prima generazione insieme a Tedua

Izi

Nel 2017 esce Twins della DPG, primo album in vetta alla classifica FIMI: i singoli Caramelle e Cono Gelato ottengono dischi di platino, su produzioni di un Sick Luke in stato di grazia. La traccia simbolo del periodo, Sportswear, era in realtà uscita l’anno prima nel mixtape The Dark Album di Pyrex. Nel gennaio 2018 arriva Rockstar di Sfera Ebbasta, che nella prima settimana totalizza 35 milioni di stream su Spotify. Fa di Sfera il primo artista italiano di sempre a entrare nella Top 100 globale della piattaforma. Tutti gli undici brani del disco occupano contemporaneamente le prime dodici posizioni della classifica singoli italiana. Tran Tran, Cupido, Rockstar diventano inni generazionali.

Capo Plaza, rapper salernitano della scena trap italiana, noto per Tesla e l'album 20

Capo Plaza

Ma il 2018 è anche l’anno della tragedia. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona), muoiono sei persone nella calca prima di un concerto di Sfera Ebbasta. Tra le vittime cinque adolescenti tra i 14 e i 16 anni e una madre 39enne venuta ad accompagnare la figlia. La calca era stata innescata da alcuni individui che avevano spruzzato spray al peperoncino in sala. L’artista non ha alcuna responsabilità diretta — non era ancora arrivato sul posto — ma l’evento scatena un dibattito nazionale sulla Trap, sui suoi contenuti e sul pubblico giovanissimo che attira. È il primo vero contraccolpo culturale per il genere.

DrefGold, rapper genovese della scena trap italiana emerso con la prima generazione negli anni Dieci

DrefGold

Negli stessi anni emergono Capo Plaza (con Tesla e 20), DrefGold, Rkomi, Chadia Rodriguez. La scena si allarga, si frammenta, comincia a contaminarsi col pop.

2020-2023: dalla Trap pura alla post-Trap

Achille Lauro, rapper romano della prima ondata trap italiana, con la trilogia Achille Idol Immortale e Dio c'è

Achille Lauro

Dal 2020 in poi succede qualcosa di prevedibile e fisiologico: i protagonisti della prima generazione cercano altre direzioni. Sfera con Famoso (2020) si apre alle collaborazioni latine ed estere; Ghali abbraccia definitivamente il pop e finisce sul New York Times; la Dark Polo Gang implode (Side Baby esce nel 2018, Tony Effe inizia la carriera solista). Achille Lauro vira verso la sperimentazione cantautorale e il glam rock.

Il Fenomeno Madame

Madame, cantautrice vicentina che ha portato la trap italiana verso la canzone d'autore con l'album omonimo del 2021 In questa fase di transizione si afferma definitivamente una voce che merita un discorso a sé: Madame, all’anagrafe Francesca Calearo, classe 2002 di Creazzo in provincia di Vicenza. L’esordio è del 2018 con il singolo Anna e soprattutto con Sciccherie (14 dicembre 2018, prodotto da Eiemgei, certificato disco d’oro FIMI), brano che la lancia nel circuito Trap quando ha solo sedici anni.

Sotto la gestione di Paola Zukar — storica manager di Marracash, Fabri Fibra e Clementino — Madame costruisce nei tre anni successivi un percorso che la porta lontano dalla Trap di stretta osservanza. Il suo album d’esordio omonimo, uscito il 19 marzo 2021 per Sugar Music, vince le Targhe Tenco 2021 sia come Miglior Opera Prima sia, con il singolo Voce, come Miglior Canzone Singola. È la più giovane artista di sempre a ricevere il riconoscimento.

La sua partecipazione al Festival di Sanremo 2021 (ottavo posto), il ritorno nel 2023 con Il bene nel male (settimo posto) e il secondo album L’amore (31 marzo 2023) consolidano una direzione che molti critici hanno definito post-Trap o Trap cantautorale. La cifra è chiara: testi densi, riferimenti letterari, produzioni che mescolano Auto-Tune e stilemi della canzone d’autore italiana. Nel 2024 Madame firma come co-autrice La noia, brano vincitore di Sanremo cantato da Angelina Mango — segno definitivo di come l’orizzonte della Trap italiana abbia ormai sconfinato dentro il pop d’autore mainstream.

Il fenomeno Drill

Simba La Rue, rapper milanese della scena drill italiana emerso nei primi anni Venti

Simba La Rue,

Mentre la Trap classica si diluisce nel pop, due fenomeni paralleli prendono vigore. Da una parte la Drill — sottogenere nato a Chicago e codificato a Londra — trova terreno fertile a Milano. I protagonisti milanesi sono il collettivo Seven7oo (Rondodasosa, Vale Pain, Sacky, Neima Ezza, Kilimoney, Keta), Simba La Rue e Baby Gang. Le vicende giudiziarie di questi ultimi alimentano ancora il dibattito su Trap e cronaca. Sul fronte produttivo emerge NKO, la cui influenza viene paragonata a quella avuta da Charlie Charles nella prima ondata.

La scena napoletana

Luche - Rapper Hip Hop Italiano

Luchè

C’è un altro nome, prima di arrivare a Geolier, che va detto. Il 14 febbraio 2012, pochi mesi dopo Il ragazzo d’oro di Guè, i Co’Sang di Luchè (Luca Imprudente, classe 1981, di Marianella) e Ntò si sciolgono. La rottura chiude di fatto la stagione del Rap Napoletano puro, quello in dialetto stretto di Chi more pe’ mme (2005) e Vita bona (2009).

Luchè, da solista, attraversa tutto il decennio della Trap. Passa da Roccia Music, pubblica L1 (2012), L2 (2014), Malammore (2016, con ’O primmo ammore nella colonna sonora di Gomorra – La serie) e Potere (2018), collaborando più volte con Sfera Ebbasta. Ma il contributo decisivo arriva nel 2019, quando fonda l’etichetta indipendente BFM Music e mette sotto contratto i giovani della scena partenopea: Geolier, MV Killa, CoCo, Vale Lambo, Lele Blade. È da quell’incubatore che esce, di fatto, la nuova generazione napoletana che dominerà gli anni successivi.

Geolier, rapper di Secondigliano che ha portato la trap napoletana in vetta alle classifiche italiane

Geolier

Dall’altra parte, la scena napoletana trova in Geolier (Emanuele Palumbo, classe 2000, di Secondigliano) un protagonista capace di portare il napoletano stretto in cima alle classifiche. Il coraggio dei bambini (2023) e Dio lo sa (2024) ridefiniscono il baricentro geografico della Trap italiana. La sua partecipazione a Sanremo 2024 con I p’ me, tu p’ te — secondo posto — segna la legittimazione definitiva del genere nelle istituzioni della musica italiana.

2024-2026: lo stato dell’arte

Rkomi, rapper milanese cresciuto nella scena trap e arrivato al mainstream nella seconda metà degli anni Dieci

Rkomi

Il 24 e 25 giugno 2024 Sfera Ebbasta porta a San Siro due date sold out consecutive: un risultato senza precedenti per un rapper italiano sul palco del Meazza. Sul palco salgono Tony Effe, Side Baby, Tedua, Izi, Luchè, DrefGold, Simba La Rue, Anna, Geolier, Lazza, Rkomi, Charlie Charles. È una fotografia precisa di cosa è oggi la Trap italiana: un ecosistema mainstream con dieci anni di storia, capace di riempire stadi, attraversare generazioni e parlare in milanese, romano, napoletano, ligure.

Anna Pepe, rapper trap de La Spezia, con Vera Baddie in vetta alle classifiche FIMI per nove settimane nel 2024

Anna

A reggere la corona del femminile Trap c’è Anna — Anna Pepe, classe 2003 di La Spezia. Con Bando (2020) era diventata, a soli sedici anni, la più giovane artista di sempre a debuttare al numero uno della classifica FIMI Top Singoli con un singolo d’esordio. Vera Baddie (28 giugno 2024) ha poi tenuto la vetta della classifica album per nove settimane consecutive. Lazza, formatosi nel rap puro, ha trovato nella contaminazione Trap-pop la chiave del successo da Sirio (2022) in avanti. Tony Effe, dopo la fine della DPG, ha costruito una carriera solista che lo ha portato a Sanremo 2025 con Damme ‘na mano.

Caneda, rapper milanese presente nella title track de Il ragazzo d'oro di Guè Pequeno, uno dei primi brani trap italiani

Caneda

Il dibattito su cosa sia oggi “Trap” è aperto. C’è chi sostiene che il genere puro sia morto e che quello che ascoltiamo sia altro — pop urbano, drill, post-Trap melodica. Chi scrive trova questa lettura un po’ pigra: la Trap italiana del 2026 è una lingua musicale diffusa, capillare, che ha vinto proprio nel momento in cui ha smesso di essere riconoscibile come genere ed è diventata grammatica. Charlie Charles lo aveva intuito già nel 2016, quando chiamava i suoi Bimbi. Quei bimbi oggi gestiscono l’industria.

Cosa resta dei dodici anni

Trap italiana: dalla scena underground milanese al successo internazionale, dodici anni di storia Al netto di mode, polemiche, derive e ritorni, la Trap italiana ha fatto tre cose che difficilmente verranno disfatte. Ha riportato i dialetti al centro della musica popolare nazionale, dal milanese al napoletano al romanesco. Ha cambiato il modello industriale, spostando il baricentro dalle major alle etichette indipendenti, dallo streaming al modello di consumo veloce. E ha dato voce — nel bene e nel male — a una generazione di ragazzi delle periferie che prima non aveva un microfono.

Da un sottotetto di Milano nel 2011 a San Siro nel 2024. La storia, vista da qui, è abbastanza lineare. È quello che succederà nei prossimi dodici anni la domanda interessante.


Cosa ne pensi? Qual è l’album Trap italiano che ha segnato di più la tua generazione? Diccelo nei commenti.

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