HIP HOP Italiano 2010-2015: dall’Underground al Mainstream
C’è stato un momento preciso in cui il RAP italiano ha smesso di essere un fenomeno di nicchia per trasformarsi in un movimento culturale capace di dominare le classifiche. Quel momento si può individuare nel 2010, quando il singolo Tranne Te di Fabri Fibra ha dimostrato che un rapper poteva competere con il POP più commerciale senza tradire le proprie radici. Da quel successo si è innescata una reazione a catena che, nel giro di cinque anni, ha riscritto completamente le regole del gioco musicale italiano.
Il risveglio dopo gli anni del silenzio

Articolo 31
Per comprendere la portata di questa trasformazione bisogna ricordare cosa era accaduto negli anni precedenti. Lo scioglimento degli Articolo 31, l’allontanamento di Neffa dalla scena RAP e la fine dei Sottotono avevano lasciato un vuoto apparentemente incolmabile. L’HIP HOP italiano sembrava destinato a restare confinato nei centri sociali e nei forum underground, lontano dai riflettori mainstream.

Club Dogo
I segnali di risveglio erano già arrivati nella seconda metà degli anni Duemila con album fondamentali come Mi Fist dei Club Dogo, Chi more pe’ mme dei Co’Sang, Solo un uomo di Mondo Marcio e Mr. Simpatia di Fabri Fibra. Questi dischi avevano dimostrato che esisteva un pubblico affamato di RAP italiano di qualità, ma il vero salto dimensionale sarebbe arrivato con la nuova decade.
2010: l’anno zero della nuova era

J-Ax & Neffa
Il 2010 rappresenta simbolicamente la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Il progetto C’eravamo tanto odiati dei Due Di Picche, formato da J-Ax e Neffa, sanava una delle faide più celebri della scena italiana, quella tra i pionieri degli anni Novanta. Il titolo stesso dell’album raccontava la riconciliazione tra due mondi che per anni si erano guardati con sospetto: il RAP più commerciale degli Articolo 31 e quello più underground dei Sangue Misto.

Salmo
Ma il 2010 era soprattutto l’anno in cui una nuova generazione di artisti iniziava a emergere dall’underground. Emis Killa aveva già vinto la quinta edizione di Tecniche Perfette (nel 2007), dimostrando al mondo del FREESTYLE italiano che era pronto per il grande salto. Fedez pubblicava il suo BCPT Mixtape, gettando le basi per una carriera che lo avrebbe portato ben oltre i confini del RAP. Salmo stava preparando il suo debutto The Island Chainsaw Massacre, che sarebbe uscito nel febbraio 2011, portando dalla Sardegna un suono completamente nuovo che mescolava RAP, DUBSTEP ed ELETTRONICA.
La nascita delle nuove etichette indipendenti

Guè Pequeno
Uno degli elementi più significativi di questo periodo è stata la proliferazione di etichette indipendenti che hanno saputo intercettare e sviluppare i talenti emergenti. Nel 2011 Gué Pequeno e DJ Harsh fondavano Tanta Roba, un progetto che nasceva come collettivo nella migliore tradizione delle crew HIP HOP e si trasformava rapidamente in una delle label più influenti della scena.

Gemitaiz
La prima pubblicazione significativa di Tanta Roba è stata Death USB di Salmo nel febbraio 2012, un progetto innovativo per l’epoca: era uscito contemporaneamente su iTunes, in formato CD fisico e in un’edizione limitata “Skull USB”, in un periodo in cui il mercato discografico italiano era ancora fortemente legato al supporto fisico. L’album mescolava RAP e suoni elettronici in modo inedito per l’Italia, aprendo la strada a sonorità che sarebbero diventate dominanti negli anni successivi.

Ensi
Sotto l’egida di Tanta Roba sarebbero passati alcuni dei nomi più importanti della nuova scena: Fedez con Il mio primo disco da venduto, Ensi con Era Tutto un Sogno, Gemitaiz che nel 2013 pubblicava L’unico compromesso. La label funzionava come un vero e proprio incubatore di talenti, curando ogni aspetto dalla produzione musicale al packaging dei dischi.

Bassi Maestro
Parallelamente, Fabri Fibra fondava Tempi Duri Records insieme alla manager Paola Zukar, un’etichetta che avrebbe ospitato e promosso le carriere di artisti come Clementino, Moreno, Entics e Maxi B. Nel frattempo, dalla Sardegna emergeva un altro progetto destinato a lasciare il segno: la Machete Empire Records, fondata nel 2012 da Salmo, Hell Raton, Enigma e DJ Slait. Il Machete Mixtape Vol. I, uscito nello stesso anno, includeva collaborazioni con artisti come Bassi Maestro, Clementino, Rocco Hunt e Gemitaiz, diventando un punto di riferimento per l’intera scena.
I protagonisti della nuova wave
Emis Killa: dal freestyle alle classifiche

Emis Killa
La parabola di Emis Killa è esemplare di come il FREESTYLE potesse diventare trampolino di lancio per una carriera mainstream. Dopo la vittoria a Tecniche Perfette nel 2007, il rapper di Vimercate aveva costruito la propria reputazione nell’underground con il mixtape Keta Music e lo street album Champagne e Spine. Nel 2011 firmava con Carosello Records e pubblicava l’EP Il peggiore, prodotto da Big Fish.

Tormento
Il vero successo arrivava nel gennaio 2012 con L’erba cattiva, album che debuttava alla quinta posizione della classifica FIMI e restava in top 20 per oltre tre mesi. Il singolo Parole di ghiaccio accumulava milioni di visualizzazioni su YouTube in pochi mesi, numeri impressionanti per l’epoca che lo consacravano come uno dei brani RAP italiani più visti dell’anno. L’album vantava collaborazioni con Fabri Fibra, Gué Pequeno, Tormento e Marracash, rappresentando una sorta di investitura da parte della vecchia guardia verso il nuovo talento.
Nel 2013 Mercurio confermava il successo, debuttando direttamente al primo posto in classifica. Emis Killa era diventato il volto della nuova generazione, capace di parlare sia al pubblico underground che a quello mainstream.
Clementino: il campione di freestyle conquista l’Italia

Clementino
La storia di Clementino è quella di un artista che ha dovuto percorrere una lunga gavetta prima di raggiungere il successo nazionale. Vincitore di praticamente tutte le competizioni di FREESTYLE italiane tra il 2004 e il 2006 (Tecniche Perfette, Da Bomb, 2theBeat, Valvarap), il rapper napoletano aveva costruito una reputazione leggendaria nell’underground.

Fabri Fibra
L’incontro con Fabri Fibra dopo un concerto del Controcultura Tour nel 2011 segnava la svolta: Clementino firmava con Tempi Duri/Universal e iniziava a lavorare al suo primo album in major. Nel frattempo pubblicava I.E.N.A. (acronimo di “Io E Nessun Altro”) per Relief Records e formava i Rapstar insieme a Fibra, pubblicando nel 2012 Non è gratis.

Marracash
Il 28 maggio 2013 usciva Mea Culpa, album che segnava definitivamente l’ingresso di Clementino nel mainstream. Il singolo ‘O vient raggiungeva milioni di visualizzazioni su YouTube, mentre l’album si piazzava al quarto posto in classifica FIMI, conquistando successivamente il disco d’oro. Le collaborazioni con Jovanotti, Marracash, Fabri Fibra e Gigi Finizio dimostravano la capacità del rapper di muoversi tra mondi diversi senza perdere credibilità.
Fedez: la trasformazione da rapper a fenomeno pop

Fedez
Il percorso di Fedez rappresenta forse il caso più emblematico di transizione dall’underground al mainstream. Dopo i primi progetti sotto Blocco Recordz e l’ingresso in Tanta Roba, il rapper milanese pubblicava nel 2011 Penisola che non c’è, un album molto apprezzato dalla scena che includeva brani come Tutto il contrario e Ti vorrei dire.
Nel 2013 Sig. Brainwash – L’arte di accontentare segnava il passaggio definitivo verso sonorità più accessibili. In un’intervista dell’epoca Fedez dichiarava che lui ed Emis Killa rappresentavano “la terza generazione del RAP italiano”, una definizione che coglieva perfettamente il senso di discontinuità rispetto al passato. Le apparizioni televisive ad Amici e come giudice a X Factor lo avrebbero poi trasformato in un personaggio mediatico a tutto tondo.
Rocco Hunt: dal rap napoletano a Sanremo

Rocco Hunt
La vittoria di Rocco Hunt nella sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2014 con Nu juorno buono rappresentava un momento storico: per la prima volta un brano RAP conquistava quel palco, aprendo definitivamente le porte del mainstream al genere.

Fritz Da Cat
Il rapper salernitano aveva mosso i primi passi nella scena napoletana con il mixtape Spiraglio di periferia (2011), pubblicato sotto Honiro Label e contenente collaborazioni con Clementino e Ntò. Il singolo O’ mar ‘e o’ sole aveva raggiunto milioni di visualizzazioni su YouTube, attirando l’attenzione delle major. Nel 2013 firmava con Sony Music e pubblicava Poeta urbano, prodotto principalmente da Fabio Musta, con il contributo di Shablo e Fritz da Cat.
La vittoria sanremese apriva la strada all’album ‘A verità, che debuttava al primo posto in classifica FIMI e vantava collaborazioni con Noyz Narcos, Ensi, Gemitaiz, MadMan, Nitro, Eros Ramazzotti.
MTV Spit: il freestyle in prima serata

Nitro
Un ruolo fondamentale nella popolarizzazione dell’HIP HOP italiano lo ha avuto MTV Spit, programma televisivo andato in onda tra il 2012 e il 2014 che portava per la prima volta le battle di FREESTYLE sul piccolo schermo. Condotto da Marracash e con una giuria che nelle varie edizioni ha incluso J-Ax, Fabri Fibra, i Club Dogo, Morgan, Max Pezzali, Ensi e Paola Zukar, il programma ha fatto conoscere la disciplina a un pubblico molto più ampio.

Shade
La prima stagione, vinta da Ensi, vedeva in gara talenti come Nitro, Fred De Palma, Moreno, Clementino, Kiave e Rancore. Le edizioni successive avrebbero lanciato Shade (vincitore nel 2013) e Nerone (vincitore nel 2014), dimostrando come il FREESTYLE potesse funzionare anche in formato televisivo.

Nerone
Il successo di MTV Spit generava un effetto domino: l’hashtag #mtvspit finiva regolarmente nei trending topic di Twitter durante le puntate, e le battle venivano scaricate massicciamente on demand. Per molti giovani, il programma rappresentava il primo contatto con la cultura HIP HOP italiana.
L’eredità di un quinquennio irripetibile
Il periodo 2010-2015 ha posto le basi per tutto ciò che sarebbe venuto dopo. Gli artisti emersi in quegli anni hanno dimostrato che il RAP italiano poteva competere ai massimi livelli commerciali senza dover necessariamente annacquare i propri contenuti. Le etichette indipendenti come Tanta Roba e Machete Empire hanno creato un modello di business alternativo alle major, basato sulla credibilità artistica e sulla cura dei prodotti.

Sfera Ebbasta
Ma soprattutto, questo quinquennio ha preparato il terreno per l’esplosione della TRAP italiana che sarebbe arrivata dal 2015 in poi con artisti come Sfera Ebbasta, la Dark Polo Gang e Ghali. Senza il lavoro di costruzione fatto da Emis Killa, Clementino, Salmo, Fedez e gli altri protagonisti della nuova wave, difficilmente il RAP italiano avrebbe raggiunto la posizione dominante che occupa oggi nel panorama musicale nazionale.

Ghali
La scena italiana, con i suoi festival come Hip Hop TV B-Day Party al Mediolanum Forum di Assago (dal 2012) e le sue competizioni storiche come Tecniche Perfette, ha dimostrato di poter produrre talenti capaci di reggere il confronto internazionale. Il quinquennio 2010-2015 resta, a distanza di anni, un periodo fondativo che ha trasformato per sempre il rapporto tra l’HIP HOP e il pubblico italiano.





