“Rap e Psicoanalisi – teRAPia”: il primo libro di Antonio DonGocò Turano tra Hip Hop e clinica
Dal 15 settembre è in libreria "Rap e Psicoanalisi – teRAPia", primo libro di Antonio "DonGocò" Turano, pubblicato da Vecchiarelli Editore nella collana Psicoanalisi e Sociale e disponibile anche in open access sul sito omonimo. Il testo unisce l’esperienza artistica dell’autore alla sua pratica da psicoterapeuta e arte terapeuta, esplorando la funzione terapeutica delle skills dell’MC oltre i già noti aspetti educativi del rap. 
L’artwork di copertina, firmato dal writer napoletano ShaOne (K.T.M. / La Famiglia), raffigura il "B-Boy Psi": una figura che fonde la lettera greca Psi (Ψ) con l’immaginario della doppia H, creando un legame immediato tra MCing e psicologia. Se finora la psicologia ha guardato al rap soprattutto come oggetto di studio, analizzando le rime dei rapper, il libro fa qualcosa di inedito: attraverso il racconto di un laboratorio rap realizzato con gli adolescenti di una comunità terapeutica, svela i punti in comune tra l’attitudine Hip Hop e la dimensione clinica. 
Il racconto, onesto e fatto di successi e fallimenti, ripercorre le diverse fasi del laboratorio partendo dal breakdown — termine importante anche in ambito psichiatrico — per poi affrontare la formazione del gruppo, le tematiche identitarie legate a tag e crew, esercizi di scrittura creativa, il beat, il cypher e la postura del b-boy nel suo legame con il flow, fino alla registrazione dei brani e alla preparazione del live. Ogni fase ha riferimenti teorici psicoanalitici e psicofisiologici, in una visione circolare corpo-mente che mette in luce sovrapposizioni tra le pratiche nate nel Bronx degli anni Settanta e le intuizioni di Freud, Jung, Lacan, Bion e altri capisaldi della psicoanalisi.
Il libro si apre con la prefazione di Giuseppe U.net Pipitone e la presentazione del compianto Prof. Vezio Ruggieri, fondatore del meta-modello psicofisiologico integrato bioesistenzialista; l’introduzione è della psicoanalista Daniela Scotto di Fasano, mentre a chiudere il cypher ci sono il dialogo con il rapper Kento — testimone della valenza del rap nelle carceri minorili — e la postfazione dello psicoanalista Daniele Biondo. Un testo pensato per appassionati di Hip Hop, ma anche per psicologi, arte terapeuti ed educatori.





