ATPC - Hip Hop Italiano - Immagine di Copertina

ATPC: il duo torinese che ha cresciuto una generazione di rapper italiani

ATPC - Duo Rap di Torino - Storia dell'Hip Hop Italiano Un concerto dei De La Soul a Torino, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Due ragazzini si incontrano per caso tra la folla: entrambi smanettano sui giradischi, entrambi scrivono rime, entrambi sono convinti che quella musica strana arrivata dall’America possa diventare qualcosa di grande anche in Italia. Come ha raccontato lo stesso Rula in un’intervista, lui e Sly si conobbero proprio in quell’occasione, scoprendo di condividere la stessa passione.

Gli ATPC — acronimo di Alta Tensione Produzioni Clandestine — non sono semplicemente un gruppo. Sono un’istituzione. Un ponte tra l’underground più puro e le generazioni successive. Un laboratorio permanente che ha sfornato talenti, costruito infrastrutture e tenuto accesa la fiamma dell’HIP HOP quando il mainstream guardava altrove.

Dalle origini al primo album: la nascita degli Alta Tensione

ATPC - Duo Rap di Torino - Storia dell'Hip Hop Italiano Correva l’anno 1990 quando Filippo Brucoli (in arte Rula) e Gianluca Correggia (Sly), entrambi classe 1972, decisero di unire le forze insieme a DJ Basic Bass. Il trio si fece chiamare Alta Tensione e iniziò a farsi notare nella scena torinese, aprendo i concerti delle Posse che in quegli anni stavano portando il linguaggio rap nelle piazze italiane: Isola Posse, 99 Posse, Torino Posse.

Erano tempi in cui l’HIP HOP faceva ancora paura. Come ha raccontato Rula in un’intervista: quando si avvicinarono a questa cultura, non si capiva nemmeno cosa significasse, c’era un velo di terrore per qualcosa che arrivava dai ghetti americani. Eppure loro ci credevano, e nel 1994 arrivò il debutto: Eureka, prodotto da DJ Basic Bass per la Mandibola Records. Diciannove tracce che segnarono l’ingresso ufficiale del duo sulla scena nazionale.

Poco dopo DJ Basic Bass lasciò il progetto, e Rula e Sly rinominarono il gruppo in A.T.P.C., aggiungendo “Produzioni Clandestine” al nome Alta Tensione. Una scelta che rifletteva la loro attitudine: operare ai margini del sistema discografico tradizionale, costruendo qualcosa di proprio.

Anima e Corpo: il salto di qualità (e un featuring storico)

ATPC - Anima e Corpo - Album Hip Hop Italiano  Il 1998 fu un anno cruciale. Gli ATPC pubblicarono Anima e Corpo per V2 Records, un album che li consacrò definitivamente come punto di riferimento della scena. Il disco vantava collaborazioni con il meglio dell’HIP HOP torinese e nazionale: Maury B, Tsu, i Lyricalz, Tormento, Esa, Polare, Big Fish, i Gente Guasta.

Ma c’è un dettaglio che merita attenzione. In una traccia intitolata Sulla Mia Pelle compariva un giovane vocalist ancora sconosciuto: Tiziano Ferro. Anni prima del successo mainstream, prima di Perdono e delle hit radiofoniche, Tiziano prestava la voce a un brano del duo torinese. Un aneddoto che racconta quanto l’underground sia sempre stato un terreno fertile per i talenti in erba.

Sempre nel 1998, Rula fondò La Suite Records, l’etichetta che sarebbe diventata uno dei pilastri della scena HIP HOP italiana. Una mossa che trasformò gli ATPC da semplici artisti a veri e propri architetti dell’underground.

50 MC’s: il mixtape che mappò una generazione

50 MC's - Mixtape - Hip Hop Italiano Se c’è un progetto che ha definito il ruolo degli ATPC come costruttori di scene, quello è 50 MC’s. Nel 1997 uscì il primo volume di questo mixtape leggendario, seguito nel 1998 dal secondo: una compilation che riuniva letteralmente cinquanta MC provenienti da tutta Italia.

L’impatto fu enorme. Artisti come Stokka e MadBuddy, Fabri Fibra e decine di altri trovarono in quelle cassette una vetrina nazionale. 50 MC’s non era solo una raccolta di tracce: era un censimento dell’HIP HOP emergente, una fotografia di un movimento in fermento. Non a caso, ancora oggi quelle cassette sono tra i cimeli più ricercati dai collezionisti.

Gli anni 2000: consolidamento e Suite Foundation

ATPC - Nel Bene e nel Male - Album Rap Italiano Con l’arrivo del nuovo millennio, gli ATPC continuarono a pubblicare materiale di qualità. Nel Bene e Nel Male (2000), prodotto da Rula e Sly con un contributo di DJ Double S e pubblicato per V2 Records, vide la partecipazione di Bunna degli Africa Unite nel singolo Un po’ di luce. Nel 2004 arrivò Idem (acronimo di Ieri, Domani E Mai), che segnò un’evoluzione nel sound e portò il duo a una maggiore esposizione mediatica. I singoli Movida e Se Fossi In Te li portarono in tour con il Tim Tour 2005, toccando palchi in tutta la penisola.

Parallelamente, La Suite Records cresceva. Il roster dell’etichetta si arricchì di nomi che avrebbero fatto la storia: Principe, DJ Fede, Tsu, i Duplici, la Funk Famiglia. E soprattutto, nel 2004, firmarono un giovane trio di Alpignano chiamato OneMic.

La Suite Records e il lancio degli OneMic

OneMic - Gruppo Hip Hop Di Torino

OneMic

Il rapporto tra gli ATPC e gli OneMic merita un capitolo a parte. Ensi, Raige e Rayden trovarono in La Suite Records la piattaforma per il loro debutto, Sotto la cintura (2005). Come ha ammesso lo stesso Rula, il trio è stato in qualche modo cresciuto dalla struttura costruita intorno agli ATPC.

Il risultato parla da solo: Ensi è diventato uno dei freestyler più rispettati d’Italia, vincitore di MTV Spit nel 2012. Raige si è affermato come autore di successo nel pop italiano. Rayden ha proseguito una solida carriera underground. Tre percorsi diversi, tutti partiti dallo stesso incubatore torinese.

Oltre la musica: Atipici e la cultura streetwear

ATPC - Rap Italia - Hip Hop Piemontese Nel 2003, mentre continuava a produrre musica, Rula aprì un piccolo negozio fuori dal centro di Torino. Lo chiamò Atipici — un omaggio neanche troppo velato al soprannome con cui erano conosciuti gli ATPC (gli “Atipici”, appunto). L’idea era semplice: dare all’HIP HOP uno spazio fisico, un punto di riferimento per la comunità.

Vent’anni dopo, Atipici è diventato un impero dello streetwear con circa dieci punti vendita nel nord Italia e un e-commerce riconosciuto a livello internazionale. Il negozio principale, nel centro di Torino in via Pietro Micca, ospita ancora oggi gli uffici di La Suite Records. Musica e abbigliamento, cultura e commercio: tutto integrato in un unico ecosistema.

Gli ultimi album e l’eredità

ATPC - Duo Rap Italiano - Hip Hop Torino Dopo Solido (2009), album che mescolava sonorità HIP HOP e dance con collaborazioni di Bassi Maestro, Primo dei Cor Veleno e Maxi B, gli ATPC celebrarono i vent’anni di carriera con The Lost Files Vol. 1 e 2 (2010), raccolte di inediti e rarità dal 1990 al 2010.

Nel 2011 uscì lo street album Adesso, con featuring di Ensi, E-Green e Lucci dei Brokenspeakers. Nel 2013, Veramente chiuse idealmente un ciclo: sette album in studio, vent’anni di palchi, un’intera scena costruita mattone dopo mattone.

Dove sono oggi gli ATPC

ATPC - Musica Hip Hop Torino - Rapper Italiani Se come gruppo discografico gli ATPC non pubblicano nuovo materiale da oltre un decennio, la loro presenza sulla scena torinese resta tangibile. Rula continua a mettere dischi nelle serate Get2Chic, portando avanti la tradizione dell’HIP HOP classico nei club. Nel 2025 è tornato a condividere la consolle con DJ Fede dopo oltre quindici anni: i decani dell’HIP HOP torinese, ancora in attività.

Sly, dal canto suo, ha continuato a dedicarsi anche ai graffiti, mantenendo viva quella connessione con le quattro discipline originarie della cultura HIP HOP.

Perché gli ATPC contano ancora

ATPC - Gruppo Hip Hop Torino - Storia Rap Piemontese In un’epoca in cui il RAP italiano macina numeri da capogiro ma spesso dimentica le proprie radici, gli ATPC rappresentano un promemoria vivente. Non solo per la musica che hanno prodotto — comunque solida e influente — ma per l’infrastruttura che hanno costruito.

Etichette indipendenti, negozi di riferimento, mixtape che hanno lanciato carriere, serate che tengono viva la tradizione: questo è l’HIP HOP inteso come cultura, non come semplice genere musicale. Ed è esattamente quello che Rula e Sly hanno cercato di trasmettere fin da quel concerto dei De La Soul, quando due ragazzini torinesi decisero che quella roba straniera poteva diventare anche loro.

Oltre trent’anni dopo, la risposta è sotto gli occhi di tutti.


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