Primo Brown - Rapper Hip Hop Romano - 10 Anni scomparsa - Immagine di Copertina

Primo Brown: 10 anni senza la voce più grezza dell’Hip Hop italiano

Primo Brown - Cor Veleno - Voce Mondo Rap Italiano La notte tra il 31 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016, mentre l’Italia brindava all’anno nuovo, il RAP italiano perdeva una delle sue voci più autentiche. David Maria Belardi, per tutti Primo Brown, se ne andava a soli 39 anni, portato via da un tumore contro cui lottava da poco più di un anno. Oggi, esattamente dieci anni dopo, il suo nome continua a risuonare nelle strofe di chi è venuto dopo di lui.

Da Scheggia a Primo: le origini di una leggenda

Primo Brown - Cor Veleno - MC di Roma Roma, 1993. Al Palladium si tiene lo Zulu Party, uno degli eventi fondativi dell’HIP HOP capitolino. Sul palco sale un ragazzino che si fa chiamare Scheggia, al suo fianco c’è Grandi Numeri. Quel giorno nasce il primo nucleo dei Cor Veleno, la crew che avrebbe cambiato le regole del gioco per il RAP romano.

David era nato il 14 giugno 1976 a Roma. Si era avvicinato alla cultura HIP HOP già dalla fine degli anni ’80, quando il genere in Italia era ancora materia per pochi iniziati. La sua fame di microfono era evidente fin da subito: quella voglia di sputare versi che ti restavano addosso, crudi e diretti, senza fronzoli né compromessi.

Nel 1997 arriva il primo brano ufficiale sotto il nome Cor Veleno: “21 Tyson”, inserito nel mixtape “La banda der trucido” del collettivo Rome Zoo. Il brano esplode nell’underground e finisce in diverse compilation. Poco dopo esce “Incompatibile”, realizzato con Piotta in memoria dell’amico MC Giaime. La scena romana inizia a capire che quei ragazzi — Primo, Grandi Numeri, e il DJ Detor (che poi lascerà il posto a Squarta) — non sono rapper qualunque.

I Cor Veleno: Rock ‘n’ Roll, Heavy Metal e l’attitudine che ha fatto scuola

Cor Veleno - Storia dell'Hip Hop di Roma - Gruppo Rap Italiano

Cor Veleno

Il debutto ufficiale arriva nel 1999 con l’EP “Sotto assedio”, ma è con i due album successivi che i Cor Veleno si impongono come punto di riferimento imprescindibile. “Rock ‘n’ Roll” (2001) e “Heavy Metal” (2004) non sono solo titoli provocatori — sono dichiarazioni d’intenti. Primo e soci dimostrano che il RAP può essere duro come il metal, viscerale come il rock, senza perdere un grammo di credibilità street.

Cor Veleno - Heavy Metal - Album Rap Italiano

“Heavy Metal” in particolare segna il breakthrough del gruppo. Squarta alle produzioni trova finalmente il sound perfetto per far esplodere la potenza vocale di Primo e la tecnica di Grandi Numeri. Brani come “Le guardie, i pompieri e l’ambulanza” e “Un mestiere qualunque” diventano inni generazionali, vincendo anche il Premio MC Giaime 2004 per miglior testo e miglior brano.

Nel 2005 succede qualcosa di inaspettato: i Cor Veleno vengono invitati allo Splash! Festival in Germania, unico gruppo RAP italiano nella storia del festival a calcare quel palco. Condividono la scena con Nas, Dilated Peoples, Smif-n-Wessun. Lo stesso anno aprono il tour di Jovanotti e i concerti italiani di 50 Cent. L’underground romano conquista il mondo, ma senza mai svendere la propria anima.

“Sempre grezzo”: il brano che è diventato epitaffio

Cor Veleno - Hip Hop Italia - Rap da Roma

Cor Veleno

Nel 2004 DJ Shocca pubblica “60 Hz”, uno degli album più influenti della storia del RAP italiano. Tra le tracce c’è “Sempre grezzo”, con Primo Brown al microfono. Quel titolo, col tempo, è diventato molto più di un brano: è diventato la sintesi perfetta di cosa fosse Primo come artista e come uomo.

Dj Shocca -Hip Hop Italia - Immagine di Copertina

DJ Shocca

Grezzo nel senso di autentico, non levigato, non addomesticato. Grezzo come le sue rime, che ti colpivano allo stomaco senza preavviso. Grezzo come la sua presenza sul palco, dove si trasformava in quello che i suoi amici definivano “un animale”, capace di dominare qualsiasi audience con un’energia che sembrava inesauribile.

Non è un caso che il documentario sulla sua vita, diretto da Guido M. Coscino e presentato al RIFF nel 2023, porti proprio quel titolo: “Primo – Sempre Grezzo”. Un film costruito su sette anni di ricerca d’archivio, narrato dalla voce di Elio Germano, con le testimonianze di chi l’ha conosciuto: da Jovanotti a Salmo, da Coez a Gemitaiz, da Piotta a Tormento.

I progetti paralleli e l’ultimo album

Primo e Squarta - Gruppo Rap Romano dei Cor Veleno

Primo e Squarta

Parallelamente ai Cor Veleno, Primo non ha mai smesso di lavorare. Con Squarta ha pubblicato “Bomboclat” (2005), “Leggenda” (2008) e “Qui è selvaggio” (2011), da cui è estratta “Cantano tutti”, brano dedicato al caso Stefano Cucchi che dimostra quanto il suo RAP fosse sempre ancorato alla realtà sociale.

Ibbanez - Rapper - Hip Hop Romano Ha pubblicato tre volumi del mixtape “Rap nelle mani”, ha collaborato con Ibbanez per “Fin da bambino” (2012), e nel 2014 è uscito quello che sarebbe stato il suo ultimo progetto ufficiale: “El Micro de Oro”, album in coppia con Tormento. Il titolo, come spiegò lo stesso Primo, voleva restituire sacralità al microfono in un’epoca in cui il RAP stava diventando moda.

La malattia e l’addio

Primo Brown - Cor Veleno - MC Roma Nel settembre 2014, poco dopo l’uscita di “El Micro de Oro”, Primo annuncia il ritiro temporaneo dalle scene. Su Facebook scrive parole che oggi fanno ancora più male: “Devo affrontare un viaggio difficile che non so dove porta, e come ritorna indietro, devo solo farlo.”

Nel giro di poco più di un anno le sue condizioni si aggravano. La notte di Capodanno 2016, mentre il mondo festeggia, David Maria Belardi si spegne. A dare l’annuncio è il padre. Il funerale, celebrato a Roma, vede la partecipazione di tutta la scena: da Piotta a Coez, da G-Max ai Flaminio Maphia, fino naturalmente ai compagni di sempre dei Cor Veleno. È sepolto al Cimitero Flaminio.

L’eredità che non muore

Primo - Cor Veleno - Storia dell'Hip Hop Romano “L’Italia aspetta che sei morto per poi dirti che suonavi da Dio”, rappava Primo in “Parassiti”. Aveva ragione, come spesso accadeva. Ma la sua eredità non si misura solo nei tributi postumi.

Si misura in Salmo che dichiara di non sentirsi ancora al suo livello. In Gemitaiz che propone di erigergli una statua. In Coez che lo definisce colui che “si è inventato il rap in questa città”. Si misura nel fatto che i Cor Veleno, oggi formati da Grandi Numeri, Squarta e Gabbo, continuano a portare avanti la missione, pubblicando nel 2018 “Lo Spirito che suona”, album di inediti con la voce di Primo.

Si misura anche in “Sempre Grezzo II”, brano incluso nell’album “60 Hz II” di DJ Shocca uscito nel 2025, dove la voce di Primo torna a riecheggiare nel ritornello accanto a Tormento ed Egreen. Un omaggio che dimostra come, dieci anni dopo, il Primero sia ancora presente.

Dieci anni dopo

Primo Brown - Rapper Hip Hop Romano - 10 Anni scomparsa - Immagine di Copertina Dieci anni sono tanti e sono niente. Sono tanti perché il RAP italiano nel frattempo è cambiato radicalmente, è diventato mainstream, ha conquistato le classifiche e i palazzetti. Sono niente perché basta riascoltare “Le guardie, i pompieri e l’ambulanza” o “Sempre grezzo” per capire che certe cose non invecchiano.

Primo Brown non è stato solo un rapper. È stato un ponte tra generazioni, tra l’underground e il successo, tra Roma e il resto del mondo. È stato uno che sul palco dava tutto, ma che quando un fan gli suonava il citofono scendeva a farci due chiacchiere. È stato uno che ha usato il microfono come un’arma, ma anche come uno strumento di connessione.

“Non sarà la morte a segnare la mia fine”, disse una volta. Aveva ragione anche su questo.


Ciao Primo. Dieci anni dopo, sei ancora grezzo. Sei ancora qui.

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