Iglooghost: il sound design sperimentale che costruisce mondi
C’è un verme gelatinoso con un cappello da strega che viene sparato a velocità della luce attraverso wormhole pieni di frutta fluttuante e nebbia rosa. Non è la trama di un anime, ma il soggetto di un EP uscito nell’ottobre 2015, e a inventarlo è stato un teenager cresciuto nel Dorset. Si chiama Iglooghost, all’anagrafe Seamus Malliagh, e il suo sound design sperimentale funziona sempre allo stesso modo: prima il mondo, con le sue creature e le sue regole, poi la musica che lo abita.
Con Iglooghost le etichette di genere servono a poco: il suo suono attraversa footwork, IDM, hip hop e pop astratto, ed è un caso a parte nell’elettronica di confine. Ha cominciato producendo per rapper underground, è approdato su Brainfeeder di Flying Lotus ancora giovanissimo e da allora ha cambiato pelle a ogni disco: dal footwork iperveloce e cartoonesco ai toni cameristici di “Lei Line Eon”, fino ai bassi corrosivi e alla voce in primo piano di “Tidal Memory Exo”. Il 4 settembre 2026 Iglooghost è tornato con Cyst, un progetto a due che guarda al rap sperimentale dei primi Duemila.
Dal Dorset ai rapper underground
Seamus Rawles Malliagh è nato nel 1996 a Shaftesbury ed è cresciuto nel Dorset, contea costiera inglese che lui stesso definisce un deserto culturale. In un’intervista a Mixmag spiega che crescere in mezzo al nulla ti costringe a lavorare di immaginazione per non morire di noia. Da bambino Iglooghost inventava carte dei Pokémon fasulle; oggi, dice, fa una versione più contorta delle stesse cose.
I primi passi sono hip hop. Intorno al 2013 produce per rapper Underground come Milo e Kool A.D., nel 2014 escono due uscite limitate, “Treetunnels” (cassetta per Error Broadcast, cento copie) e “Twenteen”, fatte di beat astratti e coloratissimi. Nel 2015 arriva “Milk Empire”, EP in coppia con il rapper californiano Mr. Yote per Activia Benz, distribuito come un gigantesco palloncino rosa pieno d’elio con un codice per il download. Poco dopo il salto: “Chinese Nü Yr” esce il 30 ottobre 2015 su Brainfeeder, quattro tracce con ospiti come Cuushe e lo stesso Mr. Yote.
Milo, Anticon e Brainfeeder: le coordinate
Le radici di Iglooghost sono dichiarate. Sul suo sito, parlando di Cyst, Iglooghost racconta che lui e la collega daisy* sono cresciuti ascoltando Anticon, Doseone, Aesop Rock e Cannibal Ox. Sopra questa base hip hop, una biografia pubblicata da Qobuz legge un intreccio di juke/footwork, anime, IDM, hip hop e jazz, mentre la recensione di “Chinese Nü Yr” su Exclaim! sentiva l’eco di grime e 2-step.
Le collaborazioni di Iglooghost completano il quadro. Su “Little Grids” (2016) compare la cantante Charlotte Day Wilson, con un remix di Slugabed; in “Neō Wax Bloom” tornano Cuushe e Mr. Yote. Nel 2019, insieme a Kai Whiston e BABii, dà vita al collettivo Gloo, da cui nasce l’album “XYZ”. Più avanti arriva l’incontro con Marina Herlop in “Collision Data”.
Iglooghost e i confini dell’elettronica
A nostro avviso Iglooghost appartiene più a una pratica che a un genere: costruire mondi coerenti in cui musica, immagini e siti web dicono la stessa cosa. Il contesto conta: Brainfeeder è associata a hip hop sperimentale e jazz, mentre il suono di Iglooghost era, secondo Qobuz, più vicino a etichette di elettronica pop astratta come PC Music e Orange Milk. Chi arriva dal Glitch Hop ritrova in “Neō Wax Bloom” la stessa ossessione per la ritmica tritata e per il dettaglio, ma è un punto di contatto, non un’appartenenza.
Quel disco esce il 29 settembre 2017: undici tracce che seguono due occhi giganti precipitati nel mondo di Mamu. Poi la svolta. “Lei Line Eon” (2021) rallenta verso la trap e si apre ad ambient e strumentazione da camera, costruito attorno alla cosiddetta “Lei music”, mitologia musicale legata al Dorset. “Tidal Memory Exo” (10 maggio 2024, LuckyMe) passa a UK garage, drill e coldwave, con la voce di Iglooghost per la prima volta al centro; Resident Advisor lo ha accolto con una recensione favorevole e su Metacritic segna 77 su 100.
L’influenza si sente anche tra i colleghi. Il musicista di Tokyo Hakushi Hasegawa, in un’intervista a Tone Glow, racconta di aver analizzato a fondo un brano di “Chinese Nü Yr” e di aver trovato in Iglooghost nuovi modi di affrontare il sound design.
Il live: metal detector, uova e schermi circolari
I primi concerti di Iglooghost erano essenziali, laptop e poco altro. Col tempo, ammette Iglooghost stesso, il lavoro si è spostato dalla musica alla scenografia. Al fabric di Londra, racconta Mixmag, è salito sul palco con un metal detector, tra schermi LED circolari con pozze di scogliera e creature fantastiche, uova luminose e conchiglie appese, più una creatura da nutrire sullo schermo. Lo spettacolo di “Tidal Memory Exo” è stato costruito insieme all’artista Yaz XL, come indica il festival Pohoda, dove era in programma nel 2026. Sul suo sito sono archiviati anche un live audiovisivo dell’epoca 2015-2019, chiamato Glootech, e un video da Boiler Room.
Il resto è worldbuilding a tempo pieno. Per l’album Iglooghost ha creato Exo Portal, un finto “alt-net” ospitato da server su piattaforme petrolifere segrete, con una chat chiamata “Pond Scum Lounge” e cacce al tesoro per trovare brani rari. Il fascino della musica introvabile, spiega, nasce dai ricordi di quando cercava MP3 online: nella sua testa sta nello stesso cassetto delle carte Pokémon. E il confine tra fatti e finzione è volutamente sfocato: nella stessa intervista, incalzato su dichiarazioni passate, risponde ridendo che era una stupida bugia.
Bronze Claw Iso, Cyst e il prossimo LP
Dopo il mare di “Tidal Memory Exo”, la lore di Iglooghost vira sull’acciaio. “Bronze Claw Iso” è un EP di cinque tracce uscito il 5 settembre 2025, ambientato in un mondo di gru minerarie alte centinaia di metri e scritto mentre faceva turni come operatore di gru, con la voce di nuovo in primo piano e un sapore industrial e trip-hop; il singolo di lancio è “Xcavator.03”, accompagnato dal sito Neurowaste, pastiche di web aziendale anni Novanta con tanto di contatori di visite.
Poi Cyst. “ᲘᲘ”, debutto del duo con daisy* (già BABii), è uscito il 4 settembre 2026 per LuckyMe: nove tracce di hip hop outsider ispirate, dicono i due, al momento in cui il rap strambo e l’IDM si incrociarono all’inizio del millennio. Prima dell’annuncio, a parte pochi live, l’unico indizio era la collaborazione “Spawn01” su “Tidal Memory Exo”. Sul sito di Iglooghost compare anche un nuovo LP in lavorazione, siglato 2026 e senza titolo ufficiale, con una barra di avanzamento che non arriva a metà. Per i concerti c’è una pagina dedicata su iglooghost.net.
Un mondo alla volta
Iglooghost non ha mai smesso di cambiare forma, ma il filo che tiene insieme tutto resta lo stesso: il sound design come strumento per costruire universi, con tanto di siti, creature e leggende inventate. A nostro avviso è questo, più del genere di appartenenza, a renderlo uno dei nomi più interessanti tra Brainfeeder e LuckyMe. Con Cyst ha mostrato che il rap storto dei primi Duemila può essere ancora un punto di partenza per l’elettronica di oggi; con l’LP in arrivo lascia intendere che la mutazione continua. Se non lo conosci, parti da “Neō Wax Bloom” e arriva a “Tidal Memory Exo”: sembrano pianeti diversi, ma orbitano attorno alla stessa stella.
Trovi la discografia completa di Iglooghost su Bandcamp – non perderti i prossimi live.





