Ice One, il suono dietro la Golden Age del Rap Romano
Da Torino alla Roma dei b-boy
Ice One, all’anagrafe Sebastiano Ruocco, nasce a Torino il 16 maggio 1966. Prima di diventare uno dei nomi fondativi del rap italiano, studia musica classica e pianoforte, un dettaglio che spiega la cura quasi maniacale con cui costruirà i suoi beat negli anni a venire.
Il trasferimento a Roma segna l’inizio della sua storia musicale vera e propria. Spinto dal DJ Marco Trani, comincia a suonare nei locali della Capitale intorno al 1982, quando ha appena 15-16 anni. Già l’anno successivo il suo nome gira per l’Italia come uno dei pochi DJ capaci di proporre serate interamente dedicate a Hip Hop ed Electrofunk, in un periodo in cui questi generi erano ancora ai margini del panorama musicale nazionale.
Nel 1986 arriva il primo risultato concreto: con il gruppo Unpercento pubblica “C’mon Y’All (to the Beat Y’All)”, brano selezionato per le finali del Festival di Castrocaro. È un segnale precoce di quanto la sua ricerca sonora fosse già fuori dagli schemi rispetto alla scena pop dell’epoca.
Power MC’s e i primi passi da producer
Nei primi anni Novanta Ice One forma i Power MC’s insieme a Duke Montana e Julie P, uno dei primi progetti rap italiani interamente in lingua inglese. Il gruppo pubblica diversi brani e, nel 1991, l’EP “Power to the People”. In parallelo, Ice One inizia a produrre altri artisti della scena romana come South Force, Charlie Jay e DJ Stile.
È il periodo in cui il ruolo di producer prende il sopravvento su quello di semplice DJ. Il suo debutto da solista arriva nel 1995 con “B-boy Maniaco”, disco che secondo diverse fonti prova a ribaltare l’immagine dell’appassionato di Hip Hop come figura emarginata nella Roma di quegli anni.
Colle der Fomento e la Golden Age romana

Colle der Fomento
Il capitolo più noto della carriera di Ice One comincia nel 1994, quando fonda i Colle der Fomento insieme a Danno e Masito. È lui a produrre “Odio Pieno”, il disco d’esordio del gruppo uscito nel 1996 per Mandibola Records (etichetta legata a Irma), poi ristampato nel 1997 da Virgin Records con alcune tracce aggiuntive.
Nel 1999 arriva “Scienza Doppia H”, altro album chiave per la Golden Age del rap romano, ma anche il momento in cui Ice One lascia il gruppo, sostituito da DJ Baro subito dopo la pubblicazione. Sempre nel 1999 partecipa come membro del collettivo La Comitiva all’album “Medicina Buona” ed entra a far parte degli Assalti Frontali, per cui produce l’album “Banditi”.
Questi tre progetti, tutti concentrati tra il 1994 e il 1999, fotografano bene il suo ruolo nella scena underground romana: non un semplice comprimario, ma il produttore che dà forma sonora a gruppi diversissimi per approccio e contenuti, dal rap di strada dei Colle der Fomento al rap politico degli Assalti Frontali.
Un suono che va oltre l’Hip Hop
Parallelamente al lavoro con i gruppi romani, Ice One sviluppa una serie di alter ego che gli permettono di muoversi tra generi diversi: DJ Sensei, Electro Disciples, Cymatic, Gerard Metronome e Seby Stardust. Sotto lo pseudonimo DJ Sensei pubblica materiale che guarda al Trip Hop e all’elettronica sperimentale, a partire dall’album “Crescendo: The Dark Side of Funk” del 1996, dimostrando un’attitudine alla contaminazione che va oltre i confini del rap.

Frankie hi-nrg mc
Le sue collaborazioni toccano nomi come Frankie hi-nrg mc (con cui firma “Quelli Che Benpensano”, premiata come miglior canzone italiana del 1997 al Premio Italiano della Musica), Tiromancino, Afrika Bambaataa, Public Enemy e 99 Posse. Firma inoltre colonne sonore per film come “Torino Boys”, “Paz!”, “Le Amiche del Cuore” e “Amatemi”, e il brano “Musica Grande”, pubblicato con l’alias DJ Sensei, viene scelto da Electronic Arts per la colonna sonora di FIFA Football 2004, un dettaglio che racconta quanto la sua musica sia arrivata anche fuori dai circuiti strettamente Hip Hop.
Cosa fa oggi

Ice One & Don Diegoh
Negli anni più recenti Ice One continua a lavorare come producer, muovendosi tra collaborazioni nuove e progetti che riportano al centro la sua identità Hip Hop. Nel 2013 nasce il sodalizio con il rapper Don Diegoh, che porta nel 2015 all’album “Latte & Sangue”, un disco costruito volutamente come incontro tra la Golden Age di cui Ice One è stato protagonista e la generazione successiva del rap italiano.
Secondo la sua biografia ufficiale, nel 2016 Red Bull lo sceglie per comporre la musica del trailer dell’evento mondiale BC One, scelta motivata dalla sua capacità di combinare sonorità orchestrali e Hip Hop. Nel 2018 pubblica “Iniezione Musicale” insieme a Cal, nel progetto a due nomi Cal-Ice uscito per Mandibola/Irma. Più di recente ha lavorato come producer per il duo NKSG, formato da Nukleo e Angelo Elle, curando samples e sound design dei loro brani. Ice One si dedica inoltre alla pittura, un’attività che porta avanti parallelamente a quella musicale e per cui è apprezzato anche fuori dal circuito discografico.
Curiosità
Un aneddoto racconta molto del personaggio: Ice One rivendica di essere il producer italiano che ha venduto di più, con circa mille pubblicazioni all’attivo, esclusi i free download. Una cifra che lui stesso lega al mercato discografico dei primi anni Novanta, quando produrre un disco rap costava poco ma poteva generare guadagni interessanti per le etichette.
Un altro elemento distintivo è la varietà dei suoi pseudonimi: da DJ Sensei a Dark Mempo, ogni alter ego corrisponde a un’area sonora diversa, segno di un percorso artistico che ha sempre rifiutato di restare fermo su un solo genere.
In conclusione
La carriera di Ice One attraversa quattro decenni di musica italiana, dai primi party electrofunk romani fino alle produzioni più recenti. Il suo nome resta legato indissolubilmente a dischi come “Odio Pieno” e “Scienza Doppia H”, ma la sua storia dimostra anche una capacità di reinventarsi che va oltre l’etichetta di semplice producer Hip Hop.
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